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Un pozzo per Nanyuki, l’associazione Terra nuova: “Così sosteniamo 44 bimbi abbandonati”

L’associazione Terra nuova - Un orto per l’Africa odv ha portato a termine un nuovo progetto

Un pozzo per Nanyuki, l’associazione Terra nuova: “Così sosteniamo 44 bimbi abbandonati”

La Nanyuky furaha foundation, realtà che accoglie bambini e adolescenti di strada e sorge in Kenya, ha finalmente trovato il suo oro bianco: acqua limpida e potabile pronta a sgorgare da un pozzo. Un progetto, questo, che ha visto in prima linea l’associazione marianese Terra nuova – Un orto per l’Africa odv.

Un pozzo per Nanyuki

«Siamo partiti nel 2020 dopo aver conosciuto questa realtà. In mezzo c’è stato il Covid, ma appena è stato possibile abbiamo ripreso le attività. Nel settembre del 2023 è nata la nostra associazione», ha spiegato il presidente, Giuseppe Terraneo, 78 anni. L’obiettivo iniziale e primario era quello di produrre ortaggi, in un terreno che inizialmente era in affitto, a favore di piccole comunità africane, in particolare per sostenere il centro che accoglie i bambini. Il tutto in stretta collaborazione con Fondazione Minoprio che segue passo a passo le coltivazioni, mantenendo gli aggiornamenti con il contadino che si occupa del terreno, e inviando annualmente alcuni ragazzi per uno stage in Kenya.

A luglio del 2025, grazie anche a un contributo di una fondazione inglese, è stato possibile acquisire un terreno da 8.200 metri quadrati che è stato subito messo in produzione con ottimi risultati. «Quest’anno – ha ripreso parola Terraneo – si è deciso di intervenire sul tema dell’acqua, poiché la condotta esistente non era sufficiente. Si è quindi optato per una trivellazione. Raggiungere l’autonomia idrica permetterà di sistemare tutta la parte agricola e, in un secondo momento, di realizzare una nuova sede per la fondazione, dove verranno trasferiti i ragazzi. Sono state acquisite due serre di 15 x 8 metri, destinate alla semina e alla coltivazione di ortaggi. In un’area è stato realizzato anche un pollaio, con l’acquisto di una casetta dedicata. È stata inoltre sistemata la casa del contadino già presente sul posto. Infine, sono state prese due mucche per la produzione di latte».

“Così sosteniamo 44 bimbi abbandonati”

La comunità sostenuta dal sodalizio marianese è composta da 44 bambini (20 maschi e 24 femmine) che hanno dai 2 anni (per la più piccola) ai 18. Tutti sono seguiti da uno staff di otto persone. Nei periodi di sosta dall’attività scolastica i più grandi lavorano al campo con l’obiettivo di imparare un lavoro che in futuro potrebbe renderli autonomi visto che in zona sorgono diverse aziende agricole. Terraneo, che ha viaggiato insieme alla vicepresidente Emma Moioli e a un amico, Luca Lentini, è partito a metà marzo ed è rientrato il 29. «Vedere l’acqua che sgorgava dal pozzo è stata una grande emozione – ha detto – L’ultimo giorno è sempre il più difficile perché i più piccoli si aggrappano a me e mi chiedono “Nonno, quando torni?”». Per il futuro i progetti sono ancora tanti: «È previsto il completamento della parte agricola. Verranno messe a dimora diverse piante da frutto, grazie alla fertilità della zona: arance, mandarini, mango, papaya e mele. Una delle serre sarà destinata alla coltivazione delle fragole. Tutto il raccolto sarà utilizzato per il sostentamento della comunità e dello staff. In prospettiva, si valuterà anche la possibilità di avviare la vendita».