Una nuova associazione in paese per ricostruirne il patrimonio e raccontarne la storia: è questo lo spirito de «I Tre Castelli», nata dall’idea di Giuseppe Sala e un gruppo di compaesani che hanno vissuto il paese fin dall’infanzia e hanno assistito alla sua trasformazione.
Conta già una trentina di soci
Da un gruppo di 19 soci conta già una trentina di partecipanti a tanti gruppi di lavoro per ricostruire Tavernerio e il suo patrimonio culturale: dal dialetto al territorio, alle tradizioni. «Io e un gruppo di miei coetanei dei primi anni Sessanta siamo stati tra gli ultimi a vivere Tavernerio come paese – spiega Sala, presidente del sodalizio – Abbiamo assistito alla sua trasformazione in un “paese di passaggio”, anche per la sua collocazione geografica, con il rischio di perdere elementi che lo hanno sempre caratterizzato. Dal dialetto molto peculiare, alle cappelle votive, cippi, testimonianze… Così è nata quest’associazione, apolitica e apartitica, che mira a custodire e tramandare ciò che ha costituito base e cultura del paese».
L’associazione ha già avviato tanti progetti. «Abbiamo costituito dei gruppi di lavoro che operano su più fronti – ancora Sala – Uno sta lavorando alla riscoperta dei termini dialettali; un altro alla mappatura delle sorgenti con un censimento; altri si stanno occupando degli orologi delle chiese e un altro gruppo ancora sta facendo ricerca di documenti scritti e testimonianze…».
Positiva la partecipazione di tanti giovani. «Siamo contenti che ci sia stata adesione di persone giovani, con entusiasmo – prosegue – A breve faremo un incontro con tutti i cittadini e spiegheremo tutti i progetti. Ma abbiamo già iniziato con piccole cose: abbiamo messo un presepietto e una candela elettrica in ogni cappellina del paese. E proseguiamo con un diario giornaliero sui canali social, in particolare su Facebook. Siamo appena partiti ma abbiamo già stabilito contatti con le associazioni e le istituzioni: un passaggio imprescindibile. E stiamo già seminando grandi opportunità di interazione: la riattivazione dei ponti d’acqua, che può essere fondamentale per l’attività del gruppo antincendio. Ma anche con la parrocchia: più in generale, nasciamo con spirito di aggregare ciascuno con la sua peculiarità, nell’obbiettivo di far rinascere il suo spirito».
Più in generale l’intento è di valorizzare il paese. «Quello che c’è va valorizzato, reso fruibile, portato a conoscenza – sottolinea – Auspichiamo una partecipazione di quante più persone possibili: nasciamo per creare un filo conduttore che faccia rinascere spirito di comunità. Le iscrizioni sono aperte a tutti, anche e soprattutto ai giovani; e le persone anziane sono fondamentale anche alla ricerca per la loro conoscenza del territorio: ci stanno aiutando a portare alla luce testimonianze, termini dialettali e usanze che altrimenti non sarebbero mai ricordate. Siamo I Tre Castelli proprio perché è un nome che ricorda le torri di avvistamento presenti a Tavernerio e in tutte le sue frazioni, a sottolineare che siamo un unico territorio il cui patrimonio va valorizzato e tramandato alle nuove generazioni».