Alcune decisioni cambiano la traiettoria di un’intera esistenza. Se durante gli studi qualcuno avesse detto a Emma Porro che il suo futuro non sarebbe stato tra le aule italiane ma in Spagna, non ci avrebbe creduto. Classe 1984, di Novedrate, Emma sognava l’insegnamento, ma ha dovuto ben presto scontrarsi con un mercato lavorativo di poche garanzie. Così, fresca di laurea, invece di rimanere in sala d’attesa, ha deciso di cambiare rotta cogliendo un’opportunità che l’ha portata prima a Parigi e poi a Madrid, dove vive da 13 anni.
Il trasferimento a Parigi
Racconta Porro:
«In quel momento erano sospese tutte le liste d’attesa per i docenti, quindi non era possibile fare quello che avevo pianificato. La situazione era diventata pesante dopo tanti mesi di inattività e invio curriculum senza risposta. Quando poi mi è giunta un’opportunità di stage nel turismo in Francia, l’ho colta al volo, cambiando del tutto settore. Durante l’università non avevo fatto esperienze all’estero e nel febbraio 2011 è iniziata la prima avventura».
Le capacità di Porro non passano inosservate oltreconfine: ottiene presto un contratto indeterminato che prolunga il suo soggiorno parigino fino a due anni e mezzo complessivi.
L’arrivo a Madrid
A Madrid ci arriva nel settembre 2013, a seguito di cambio di rotta dell’azienda per cui lavora, un colosso statunitense del turismo, che ha deciso di spostare il polo principale nella capitale spagnola.
«Non conoscevo la lingua e non avevo mai considerato la Spagna come un paese in cui avrei potuto vivere, non era proprio nel mio orizzonte d’attesa. Ma ho accettato considerando i benefit».
Un salto nel vuoto, ma per cui è valsa la pena.
«Alla fine mi sono ricreduta: mi trovo molto bene qui – ha proseguito la novedratese- Madrid è una grande città ma allo stesso tempo non eccessivamente caotica. Lo stile di vita è tranquillo, la gente non è affannata. Sarà un cliché, ma il clima è migliore e gli spagnoli sono più amichevoli».
Una serenità che si rispecchia, a suo dire, anche in ambito lavorativo e nelle possibilità di movimento: sono tante le aziende internazionali che operano nel territorio e che offrono «buone condizioni» e i mezzi pubblici efficienti rendono inutile investire in un’auto privata.
Il giro del mondo
Durante questo decennio all’estero, le difficoltà non sono certo mancate. L’ultima in ordine temporale è quella che Porro ha iniziato a vivere a partire dal 2024, quando l’azienda per cui ha lavorato in quasi tutta la sua vita professionale ha messo in atto un licenziamento di massa. Senza perdere tempo la ragazza ha deciso di sfruttare questa situazione spiacevole per smarcare alcuni obiettivi nella sua to-dolist, come un piccolo giro del mondo.
«Mi sono presa del tempo per viaggiare. Ho sempre voluto farlo ma per i pochi giorni di ferie non era possibile. Sono stata in Botswana, Namibia, poi Canada, Australia, Nuova Zelanda, Laos, Cambogia, Vietnam, nelle Filippine, in Myanmar, in Sri Lanka, Maldive, e nella bellissima Argentina».
Rientrata a Madrid poco tempo fa, Porro continua a cercare lavoro nel turismo, un settore che in Spagna «è sempre in crescita» sia nelle metropoli che nei piccoli borghi periferici, e offre possibilità concrete per chi parla italiano. Sul rientro in patria ha detto:
«Non lo escludo a priori, magari domani ci sarà una motivazione forte a tornare, ma al momento il mio futuro è qui».