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A Ponte Chiasso chiude il bar della dogana, Giovanni in pensione a 84 anni: “Ha nutrito camionisti, militari e funzionari”

Un funzionario doganale ci ha scritto per omaggiare il titolare dello storico locale del quartiere.

A Ponte Chiasso chiude il bar della dogana, Giovanni in pensione a 84 anni: “Ha nutrito camionisti, militari e funzionari”
Como città, 03 Agosto 2020 ore 10:05

Ci sono persone che, con la loro indole, entrano nel cuore di chi le incontra e le conosce. E’ stato così per Giovanni Gagliardi che, a 84 anni, chiude il suo storico bar a Ponte Chiasso e va in pensione. Un cambiamento che chiude un’epoca per il quartiere.

A Ponte Chiasso chiude il bar della dogana: la lettera omaggio

“Mi sono sentito in dovere di non far passare sotto silenzio un evento che di fatto chiude un’epoca della dogana più importante del territorio”. Scrive così, in una lettera inviata al nostro giornale, Enrico Seregni, funzionario doganale a Como.

“Buongiorno – scrive –  sono un funzionario in servizio presso l’Ufficio delle Dogane di Como e scrivo a diverse redazioni giornalistiche locali delle quali sono riuscito a recuperare l’indirizzo mail per segnalare una cosa che forse notizia non è, ma che meriterebbe di trovare magari anche solo un piccolo spazio o un trafiletto nella cronaca locale”.

“Mi riferisco, dopo ben 37 anni di “servizio”, alla chiusura per evidenti limiti di età del bar posto all’interno del piazzale importazione della dogana di Ponte Chiasso gestito fin dalla sua apertura dal sig. Giovanni Gagliardi, per tutti Giovanni e basta, che lo scorso giugno ha compiuto 84 anni” prosegue.

Giovanni Gagliardi

“La peculiarità di questo piccolo esercizio commerciale sta nel fatto che fin dal primo giorno di apertura della dogana, per l’appunto 37 anni or sono, il sig. Giovanni ogni giorno dell’anno alle 5 del mattino, cioè quando si dà il via al traffico commerciale, si è sempre puntualmente presentato all’apertura dei cancelli per rifocillare migliaia di camionisti di tutta Europa con il suo famosissimo panino con la bistecca, spesso e volentieri “rinforzato” con formaggio, melanzane, peperoncino piccante e altro ancora, per non parlare di quello che senza dubbio è il miglior caffè che io abbia mai bevuto” racconta Enrico nella sua lettera”.

“Questa splendida persona ovviamente, oltre i camionisti, ha provveduto a “nutrire” generazioni di militari della Guardia di Finanza, funzionari della Dogana e operatori doganali, e tutti gli hanno sempre voluto bene e stimato, un Signore nel vero senso del termine – conclude – Personaggio schivo e di poche parole, una volta che lo conoscevi a fondo scoprivi un uomo dal cuore d’oro, di una bontà d’animo come pochi ed al quale era impossibile non affezionarsi”.

Un bellissimo racconto da un quartiere unico della nostra città. Grazie Enrico per averlo condiviso con noi e buona pensione al Sig. Giovanni.

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