il provvedimento

Accendono fuochi d’artificio vicino al Monumento ai caduti: daspo per tre tifosi della Juve under 23

La gara si era svolta il 30 novembre scorso allo stadio Sinigaglia.

Accendono fuochi d’artificio vicino al Monumento ai caduti: daspo per tre tifosi della Juve under 23
Como città, 22 Maggio 2020 ore 08:38

Daspo per tre tifosi della Juve under 23 che erano in trasferta a Como. La conclusione anticipata del campionato di calcio non ha impedito alla locale Divisione Anticrimine di portare a termine provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive.

Accendono fuochi d’artificio vicino al Monumento ai caduti a Como

Il 30 novembre dello scorso anno allo stadio Sinigaglia si è disputata la partita Como-Juventus 23. In tale occasione un nutrito gruppo supporters della squadra ospite prima di accedere nel settore curva si è radunata vicino al Monumento ai Caduti, intonando cori e accendendo tre artifizi pirotecnici a luce rossa, vietati dalla normativa vigente. Successivamente all’evento sportivo la Questura di Como ha ricostruito il momento di criticità, avvalendosi anche della documentazione video-fotografica realizzata dagli operatori della Polizia Scientifica, riuscendo anche grazie all’ausilio dei colleghi torinesi, a dare un nome a tre dei soggetti, che si erano resi autori degli atti.

Daspo per tre tifosi della Juve under 23

Ad esito dell’iter burocratico il Questore di Como ha emesso i rispettivi provvedimenti DA.Spo., di cui uno aggravato con l’obbligo di firma, tutti già notificati agli interessati, quello aggravato è anche stato convalidato come previsto dalla locale Autorità Giudiziaria. Immediata conseguenza per tutti i destinatari è non solo il divieto di accesso agli impianti sportivi per un periodo che varia da un minimo di un anno ad un massimo di cinque, ma anche non potersi muovere liberamente nelle zone adiacenti lo stadio, a loro interdette per tutta la durata del provvedimento e puntualmente indicate nell’atto di cui sono destinatari, oltre a non potersi avvicinare neppure presso l’impianto sportivo dove la loro squadra del cuore svolge gli allenamenti. Ulteriore conseguenza legata alle modifiche apportate dal c.d. Decreto Sicurezza-bis è rappresentata dall’impossibilità per i destinatari del DA.Spo. di accedere allo stadio, con qualsiasi tipologia di biglietto, sino a quando non ottengano la riabilitazione, procedura attivata a richiesta degli interessati non prima di tre anni dal termine del divieto di accesso.

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