Olgiate Comasco

Addio a Giulio Bianchi, direttore artistico di “Musica in collina”

La gratitudine di Davide Van De Sfroos: "Grazie a lui ci ritrovammo ad aprire concerti importanti".

Addio a Giulio Bianchi, direttore artistico di “Musica in collina”
Olgiate, 04 Agosto 2020 ore 16:33

Addio a Giulio Bianchi, scomparso all’età di 63 anni: olgiatese, appassionato di musica e fotografia, per anni direttore della fortunata rassegna “Musica in collina” a Olgiate Comasco e nell’Olgiatese.

Addio a Giulio Bianchi, tanti per l’ultimo saluto

Ieri la chiesa parrocchiale di Olgiate, con le dovute limitazioni a causa della pandemia, era gremita per dare l’estremo saluto a Giulio Bianchi. Accanto ai familiari si sono stretti amici, colleghi – Bianchi ha lavorato al distretto sanitario olgiatese – amministratori comunali, ex amministratori e dipendenti del Comune. Bianchi, in passato, era stato prezioso membro della commissione Biblioteca, capace di portare sul palco a Olgiate musicisti di livello internazionale nell’ambito di “Musica in collina”.

La passione per la musica e la fotografia

Con la moglie Giuliana Bordin, docente della locale scuola media, condivideva la passione per la conoscenza. In particolare, la sua competenza in campo musicale l’ha portato a spendersi in prima persona: dalla prima versione di “Musica in collina” a una vera e propria rassegna strutturata con tappe in più Comuni del territorio. Tra i soci fondatori del gruppo fotografico “Diapho’s”, poi anche la collaborazione col circolo culturale “Dialogo”, di cui era socio, organizzando “Rock e Matoch”, altra iniziativa con una finestra aperta su voci e band.

La gratitudine di Davide Van De Sfroos

Tra gli artisti riconoscenti a Giulio Bianchi c’è Davide Bernasconi, in arte Van De Sfroos: “Giulio Bianchi era un autentico appassionato di musica e aveva una sensibilità speciale per determinati generi e stili che in parte ci accomunavano…. all’epoca noi eravamo i De Dfroos e lui si accorse che condividevamo determinate vibrazioni… Quello che facevamo musicalmente era insolito, ma lui si appassionò alla nostra causa e ci sostenne con tutti i mezzi che aveva a disposizione…. A volte scrisse, a volte ci inserì in concerti e rassegne che organizzava e sempre ci dimostrò il suo reale affetto. Grazie a lui ci ritrovammo ad aprire concerti importanti nella zona di Olgiate e sempre grazie a lui cominciammo a essere conosciuti tra Como e Varese nel periodo in cui eravamo famosi prevalentemente in Canton Ticino  o sul confine. Siamo tutti molto dispiaciuti per la sofferenza che ha dovuto attraversare e per la scomparsa, sappiamo che fino all’ultimo non ha mai smesso di aggrapparsi alla sua grande passione”.

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