Cronaca
La presa di posizione

Aggrediti agente al Bassone, l'assessore De Corato: "Il Governo fornisca Taser e Stun Gun"

Le parole dell'assessore regionale.

Aggrediti agente al Bassone, l'assessore De Corato: "Il Governo fornisca Taser e Stun Gun"
Cronaca Como città, 23 Dicembre 2021 ore 13:36

L’ennesima aggressione ai danni degli agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Como "non può che lasciare, ancora una volta, l’amaro in bocca". A dirlo è stato l'assessore alla sicurezza di Regione Lombardia Riccardo De Corato in merito ai disordini al carcere di Como che hanno portato al ferimento di due agenti.

Aggrediti agente al Bassone, l'assessore De Corato: "Il Governo fornisca Taser e Stun Gun"

"Sono anni che le sigle sindacali di categoria denunciano quanto accade, ma nessuno sembra dar loro retta. Tra ieri e oggi alcuni agenti del carcere di Como, ai quali va tutta la mia solidarietà , sono stati aggrediti e hanno dovuto ricorrere alle cure mediche. E’ assurdo che ancora oggi per mantenere l’ordine si debba arrivare al corpo a corpo per disarmare un detenuto, rischiare inutilmente l’incolumità fisica.

Mi domando, a questo proposito, per quale motivo, per agevolare un lavoro di per sé pericoloso, non si ricorra all’utilizzo degli strumenti che la tecnologia mette a disposizione. Penso in particolare al Taser e allo Stun Gun. Fino ad oggi però il Governo continua a dormire e gli agenti a finire in ospedale. Sono infatti costretto a constatare, con profonda amarezza, che sono passati già 4 anni da quando le prime pistole ad impulso elettrico hanno fatto la loro comparsa nel novero dei dispositivi utili alle forze dell’ordine per uno svolgimento più sicuro del proprio lavoro e che, purtroppo in tutto questo arco temporale, non se ne è più sentito parlare. Solo a luglio di quest’anno il ministero ne ha preso nuovamente in considerazione l’utilizzo, annunciando di averne acquistati 4.482 pezzi.

Il mio auspicio è che le guardie penitenziarie vengano immediatamente inserite tra le categorie autorizzate all’uso di quest’arma da difesa, consentendo loro di evitare tanti inutili problemi, causati, tra l’altro anche da un sovraffollamento delle carceri che è ormai diventato strutturale. Non si può continuare ad ignorare, infatti, che la maggior parte degli istituti penitenziari italiani, ospita un numero di detenuti ben superiore alle capienze teoriche previste. Nel caso specifico del carcere di Como vi si trovano reclusi ben 367 individui, di cui 177 stranieri, a fronte dei 240 previsti (+ 50%). Numeri per gestire i quali invece di realizzare nuove case circondariali si ricorre, spesso impropriamente, a pene alternative, aggirando un problema, che così peraltro non fa che peggiorare, in un loop pericolosissimo di cui, in ultima istanza, paghiamo tutti le conseguenze".

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