Al fianco delle neomamme in difficoltà: ecco la missione di La Stanza Blu

Nata in memoria di Niels Peter Nielsen, medico psichiatra e psicoanalista, marito della Presidente dell’Associazione, è al fianco delle famiglie comasche nei momenti di dolore.

Al fianco delle neomamme in difficoltà: ecco la missione di La Stanza Blu
Como città, 17 Dicembre 2019 ore 14:46

Prendere per mano le mamme e le famiglie e aiutarle a superare momenti di difficoltà e paure; questo - e molto altro - è La Stanza Blu, l’associazione di promozione sociale senza scopo di lucro, che da alcuni anni è al fianco delle famiglie comasche per la tutela dell’infanzia, la promozione di una cultura di attenzione e rispetto del bambino e il sostegno alla relazione genitori-figli fin dalla nascita. Un concreto aiuto per superare momenti di dolore, vivere l'esperienza della maternità e della famiglia in armonia.

L’associazione La Stanza Blu: uno spazio per il dolore, un tempo per la crescita

A raccontarci - attraverso un’intervista – l’associazione e le numerose attività, è la presidente dell’associazione, Sabina Dal Prà Nielsen.

Come è nata l’Associazione La Stanza Blu e per volontà di chi?

“L’associazione è nata da un mio pensiero dopo la morte di mio marito, avvenuta nell’ottobre del 2010; mio marito era uno psicanalista e psichiatra e col suo lavoro ha aiutato molte donne con difficoltà, spesso legate alla maternità. Ho quindi iniziato a pensare cosa potevo organizzare in sua memoria che fosse di aiuto.

La realizzazione e l’istituzione dell’Associazione è diventata possibile attraverso un incontro che ho fatto con le altre fondatrici – Francesca Schillaci, Maria Petitti e Olimpia Addabbo – che a loro volta avevano altri progetti in questa direzione. Questa è stata l’occasione per concretizzare il progetto, senza di loro non sarebbe nato”.

Quando è nata?

“L’Associazione è nata a Como ed è stata costituita alla fine del 2017; l’anno successivo siamo state inserite nell’elenco regionale delle associazioni, un passo molto importante. Inizialmente eravamo quattro socie fondatrici e attualmente siamo sette con l'inserimento di Chiara Gandolla, Davide Nielsen e Grethe Nielsen che si occupano non delle attività di sostegno ma della gestione dell'Associazione”.

Per quale motivo è stato scelto questo nome, La Stanza Blu?

“Il nome è fortemente personale perché la sede scelta per l’Associazione è lo spazio utilizzato da mio marito per svolgere la sua professione nello studio che condividevamo e quindi – dato che nasce proprio in sua memoria – mi è sembrato bello utilizzarla in questo modo anziché lasciarla vuota. La curiosità è che le pareti di questo studio sono sulle tonalità del blu, da qui La Stanza Blu. Si tratta poi di un colore che si lega bene anche con i temi che noi trattiamo tra cui la depressione post-partum e il baby blues, un momento di tristezza che le mamme possono attraversare dopo il parto. Inoltre il blu è il colore del cielo e del mare e quindi ha una doppia valenza e si collega alla seconda parte del nostro nome e lavoro 'Un tempo per la crescita'".

A chi rivolge l’Associazione e con quali scopi?

“La Stanza Blu nasce con lo scopo di sostenere le famiglie e i bambini quando incontrano momenti di difficoltà e grande dolore che spesso sono difficili da elaborare, soprattutto se nella solitudine. Le giovani famiglie infatti sono spesso molto sole e non hanno gli appoggi che una volta si avevano. In un anno di attività abbiamo seguito 17 casi”.

Quali sono questi momenti di difficoltà?

“Abbiamo individuato tre momenti: la maternità fragile, il lutto e la malattia grave nell’infanzia. Il primo progetto che abbiamo avviato è stato proprio quello sull’accompagnamento alla maternità fragile, tutte quelle condizioni – socio-economiche, psicologiche, nascite pretermine o in condizioni di trauma migratorio -  che rendono difficile una nascita”.

Quali servizi offrite alle famiglie?

“Oltre al sostegno psicologico, abbiamo pensato di offrire la 'home visiting', l’accompagnamento a domicilio, che in Italia è poco proposta. Si tratta di un percorso che coinvolge in primis la mamma e il bambino ma anche il papà e i nonni nel momento in cui si incontrano situazioni di difficoltà nel periodo perinatale. Le nostre operatrici si recano nelle case per un certo numero di incontri, che è variabile a seconda delle esigenze. Attraverso la comprensione, l’ascolto delle necessità e un aiuto anche concreto – come tenere il bambino se la mamma necessita di fare una doccia – cerchiamo di sostenere le mamme al massimo fino al compimento del primo anno di età del bambino. Il medesimo modello viene applicato poi nelle situazioni di lutto o di malattia grave”.

Il vostro è sempre un lavoro di gruppo.

“La nostra specificità e particolarità è proprio il sostegno a domicilio - che non deve essere confuso con l’aiuto di una baby-sitter – che è molto diverso da ciò che normalmente viene offerto; l’operatrice che accompagna le persone nel dolore, oltre ad avere una formazione accurata, ha il sostegno dell’intero gruppo di discussione che supervisiona tutti i casi e il lavoro”.

Come è possibile richiedere il vostro aiuto?

"Chiunque comprenda di trovarsi nei momenti precedentemente descritti e quindi necessiti di aiuto, può contattarci tramite telefono al numero 391 1771414 o e-mail all’indirizzo info@lastanzablu.com. Viene fatto il primo incontro conoscitivo con la mamma e la famiglia e insieme si ragiona sulla proposta che può adattarsi al meglio alle esigenze”.

Le volontarie: quante siete, con che formazione?

“Le operatrici sono il vero strumento di aiuto; siamo tre psicoterapeute e sei operatrici mamma-bambino. Queste persone sono donne dai 40anni in avanti, con famiglia e che sono e sono state a contatto professionale con bambini. Nel gruppo sono presenti un’insegnante elementare in pensione, pedagogiste, una persona che ha fatto arte terapia, un’educatrice di una casa mamma-bambino. Il titolo non ci interessa ma guardiamo all’attitudine e alla disponibilità a formarsi. Hanno una preparazione molto accurata data la delicatezza del lavoro che svolgono”.

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