Un appello ambientalista

Alzate Brianza, quattro associazioni si uniscono per tutelare il territorio FOTO

L'alleanza tra i quattro enti nasce in vista della revisione del PGT alzatese

Alzate Brianza, quattro associazioni si uniscono per tutelare il territorio FOTO
Brianza, 21 Ottobre 2020 ore 16:56

Maggiore tutela del territorio: questa la proposta di quattro associazioni ambientaliste all’Amministrazione Comunale di Alzate Brianza. Al Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” (che ha sede proprio ad Alzate) si sono uniti il Comitato per il Parco Regionale Graone-Brughiera, il WWF Insubria e Legambiente Cantù, in vista della revisione del Piano di Governo Territoriale (PGT) alzatese.
Cinque le richieste che le quattro associazioni muovono all’Amministrazione, riguardanti principalmente una maggior salvaguardia del territorio naturale e il recupero di due contesti storici del paese, le frazioni di Fabbrica Durini e Carbusate. Di seguito, presentiamo le proposte nel dettaglio.

Consumo di suolo zero ad Alzate Brianza

La principale richiesta delle associazioni riguarda l’impostazione del PGT, che secondo i quattro enti deve essere improntata al “consumo di suolo zero”: si propone quindi di non prevedere alcun tipo di nuova edificazione su tutto il territorio comunale, sia essa a destinazione abitativa, produttiva o terziaria. Ugualmente, le associazioni chiedono l’azzeramento di tutte le previsioni urbanistiche edificatorie, non ancora attuate o il cui iter non sia stato ancora avviato.

Recupero dei vecchi nuclei di Fabbrica Durini e Carbusate

I vecchi nuclei delle frazioni di Fabbrica Durini e di Carbusate sono costituiti da edifici abbandonati da ormai alcuni decenni. In questo caso, le quattro associazioni propongono il recupero dei vecchi edifici delle due aree (incluse le cascine dette “Case nuove”), che dovrebbe rappresentare uno dei punti fondamentali per il nuovo PGT. L’obiettivo è duplice:  da un lato utilizzare in modo nuovo i vecchi edifici e le cascine delle due frazioni, recuperando l’importante patrimonio edilizio e la memoria storica; dall’altro, il recupero stesso degli edifici permetterebbe di evitare la possibilità di nuova edificazione su tutto il territorio del comune di Alzate Brianza.

Per i comparti storici di Fabbrica e Carbusate, le scelte da individuarsi per il recupero dovranno evitare qualsiasi tipo di speculazione. Per questo motivo, le quattro associazioni considerano prioritaria la necessità di vincolare gli interventi a un piano di recupero di iniziativa pubblica, finalizzato al restauro e risanamento conservativo (vietando pertanto la ricomposizione volumetrica), evitando le singole concessioni. In questo modo, si potranno salvaguardare non solo le tipologie e i volumi, ma anche la permanenza del contesto ambientale, la  morfologia dei luoghi, i sedimi, gli accessi e  la fruibilità propria dei comparti storici.

Si deve quindi puntare ad una modalità che consenta una valutazione complessiva degli impatti delle trasformazioni, per non alterare e stravolgere l’immagine di questi luoghi cui qualità ambientale rimane indiscussa.

Azzeramento dell’area industriale delle Pioppette

Con questa terza richiesta, le associazioni si riferiscono all’area industriale delle Pioppette (prolungamento di via Valfrancia), a ridosso del confine del PLIS (Parco locale di interesse sovracomunale) “Zoc del Peric”. Rispetto a questa zona, i quattro enti chiedono l’azzeramento della previsione edificatoria, tale da renderla un’area inedificabile. A questo punto, secondo le associazioni si dovrebbe “mitigare”, dal punto di vista ambientale, la strada di accesso qui presente (già realizzata in sterrato), che perderebbe la sua funzione. Le motivazioni di questa proposta sono da ricercarsi innanzitutto nella connessione (idrogeologica e ecologica) di questa parte di territorio con l’importante area umida dello “Zoc del Peric”.

A questo proposito, i quattro enti rammentano come l’avvenuta urbanizzazione ed edificazione dell’area industriale nella zona delle Pioppette (compresa tra via dell’Industria e via Valfrancia) abbia già avuto un pesante impatto ambientale, in un’area che, invece, si sarebbe dovuto preservare.

Cancellazione della nuova viabilità in Valfrancia

La quarta richiesta delle associazioni all’Amministrazione è di eliminare dal PGT qualsiasi previsione di nuova viabilità stradale nel territorio della Valfrancia. Una nuova strada in quel contesto andrebbe ad interessare quasi totalmente il territorio del PLIS “Zoc del Peric”, che verrebbe letteralmente tagliato in due parti, creando un’interruzione della continuità ecologica e, in generale, di un’area protetta da preservare nella sua totalità. La continuità ecologica è infatti fondamentale in un’area protetta, sia dal punto di vista ecologico (idrogeologico), sia dal punto di vista faunistico. Inoltre, una frattura artificiale comprometterebbe l’importante visione paesaggistica delle aree verdi del parco.

Ampliamento del PLIS “Zoc Del Peric”

Infine, le quattro associazioni chiedono che che venga creato un ampliamento del territorio compreso nel PLIS “Zoc del Peric”, a sud rispetto al vecchio nucleo di Fabbrica Durini, verso Brenna. L’obiettivo sarebbe quello di creare una congiunzione ecologica (futura e auspicabile) tra il territorio verde di Alzate Brianza e il Parco delle Groane-Brughiera.

Nello specifico, gli enti propongono all’Amministrazione di ricomprendere nell’area del PLIS la zona agricola compresa tra: a est la via Manzoni, a nord-est la via Volta, a nord-ovest la linea ferroviaria, a ovest il confine con Brenna, a sud l’area edificata di Mirovano. Si tratta infatti di un’area agricola di forte pregio paesaggistico e ambientale.

L’inclusione di tale comparto nel PLIS sarebbe favorita dal fatto che in tale porzione di territorio non esistono ancora costruzioni (fatta eccezione per l’edificio dell’oratorio di Fabbrica e del cimitero, le cui aree di pertinenza potrebbero essere “ritagliate” e pertanto non comprese nel PLIS).

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Martina Sangalli

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