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Antonino Chef Academy, secondo posto per il comasco Matteo Corridori: “Sono uscito dalla mia comfort zone”

Il 22enne di Lenno racconta la sua esperienza a Villa Crespi. "Lo chef? Va oltre il piatto, capisce le tue emozioni fino in fondo".

Antonino Chef Academy, secondo posto per il comasco Matteo Corridori: “Sono uscito dalla mia comfort zone”
Cronaca Lago, 03 Dicembre 2020 ore 08:55

Il giovane chef comasco Matteo Corridori ha sorpreso Antonino Cannavacciuolo ma non l’ha spuntata. Arrivato in finale al programma Antonino Chef Academy, una produzione originale Endemol Shine Italy per Sky, le cui puntate sono sempre disponibili on demand, si è dovuto accontentare di una medaglia d’argento. A entrare nella brigata di Villa Crespi, ristorante stellato di Cannavacciuolo, è infatti la vincitrice del programma, Francesca Stabile.

Antonino Chef Academy, secondo posto per il comasco Matteo Corridori

Terminato il programma, abbiamo fatto quattro chiacchiere con il giovane chef comasco, 22 anni, originario di Lenno, diplomato all’Enaip di Como e cuoco presso un ristorante a Carate Urio.

C’è mancato un soffio, Matteo. Cosa puoi dirci della vincitrice, Francesca Stabile?

Al di là della gara, tutti noi concorrenti siamo diventati anche amici. Con Francesca ci siamo conosciuti e abbiamo collaborato durante il programma, abbiamo condiviso le gioie e i dolori delle sfide. Sono sicuro delle sue capacità e certo che farà una grande esperienza nella brigata di Villa Crespi. E’ qualificata e non si arrenderà, è una donna di grande carattere.

Raccontaci di te. Come mai ti sei avvicinato alla cucina?

Nella mia famiglia non c’è mai stata una vera e propria cultura dell’arte culinaria. Si cucinava e si mangiava perché è un dovere, non uno sfizio. Così con il tempo è nata in me la curiosità di conoscere gli ingredienti: da piccolo mi colpiva come dal pomodoro nascesse il sugo o dal basilico il pesto. Con il tempo avevo sempre più voglia di conoscere accostamenti, sapori, tecniche e così mi sono iscritto all’Enaip di Como, quasi inconsapevolmente. Dopo il primo anno ho fatto la mia prima esperienza in un ristorante vicino casa e tutto è iniziato. 

Come mai hai deciso di partecipare alla Antonino Chef Academy?

Ho deciso di partecipare al programma perché nella mia vita mi sono sempre messo in gioco, ho partecipato a tanti concorsi ma mai in tv, volevo fare un’esperienza diversa.

E cucinare a Villa Crespi lo è stato?

Assolutamente, è un’esperienza certamente non da tutti i giorni. In quel momento ero protagonista, come Francesca, e c’era tantissima tensione. Non era la solita agitazione dello stare in cucina, avevi la consapevolezza di dover far bene perché la faccia in gioco è quella dello chef Cannavacciuolo.

Cosa hai imparato da questa esperienza?

Sono uscito dalla mia comfort zone. Con gli anni ho imparato come muovermi in una cucina, le basi, ma alla Antonino Chef Academy ho fatto cose a cui probabilmente nella vita quotidiana non avrei mai azzardato ad approcciarmi. Penso che la sfida più difficile sia stata quella con il piccione e il mais. E’ stata davvero inaspettata perché bisognava combinare in un piatto questi due ingredienti particolari e farli risaltare entrambi, utilizzando al meglio anche gli scarti. Non semplice in un’ora.

A proposito di ricette. Per l’ultima sfida hai optato per un piatto di pesce, però di mare. Come mai non del nostro lago?

(Ride, Ndr) Mi piace molto il pesce di lago e lo cucino ovviamente ma lo chef ci ha chiesto un piatto che ci rispecchiasse e io dico sempre che dovevo nascere al mare. Ritengo che il pesce di mare, anche con pochi ingredienti, proponga sapori incredibili. Per me la cucina di pesce è il massimo, non ci ho pensato un minuto in più e ho scelto quella ricetta per la sfida, in cui tutto l’ecosistema del mare, che va tutelato, era nel piatto.

La domanda che tutti si pongono è com’è lo chef Cannavacciuolo a telecamere spente. 

Lo chef ritengo sia uno dei più autorevoli portavoce degli chef italiani. Ha una grandissima creatività e lo apprezzo perché rivisita in chiave moderna la cucina italiana della tradizione. Inoltre è una persona a modo, vede oltre il piatto, capisce tutte le emozioni che ci hai messo per arrivare a quel risultato. Lo ringrazio perché durante il programma mi ha capito fino in fondo.

E ora? Quali progetti per il futuro?

Testa bassa e lavorare (ride, Ndr). Al momento non ho alcun progetto in particolare, soprattutto perché la situazione dei ristoratori per via della pandemia è davvero molto dura, non è un periodo facile. Però conto di fare nuove esperienze, soprattutto con la testa, perché voglio ragionare sulla cucina, conoscerla, per creare qualcosa di mio in futuro.

Stephanie Barone

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