Cronaca

Arresti per droga e prostituzione maxi operazione nelle città del nord FOTO e VIDEO

Arresti per droga e prostituzione questa mattina, quando si è conclusa l'operazione coordinata dalle forze dell'ordine di Milano "Mercante in fier".

Arresti per droga e prostituzione maxi operazione nelle città del nord FOTO e VIDEO
Cronaca 31 Gennaio 2018 ore 10:14

In Questura a Milano questa mattina è stata presentata l'operazione "Mercante in Fier" che ha portato a diversi arresti per traffico di droga e sfruttamento della prostituzione.

Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Milano. Al lavoro per questa operazione le Squadre mobili di Firenze, Como, Ascoli Piceno, del Commissariato di P.S. di Monza e con l'ausilio di equipaggi RPCL, unità cinofila antidroga, Polizia Scientifica e personale della 2^ Sezione Divisione del Personale.

Arresti per droga e prostituzione

Si è conclusa questa mattina l'operazione della Squadra Mobile della Questura di Milano "Mercante in fier". Questa ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 25 cittadini di origini albanesi. L'operazione ha visto diverse perquisizioni personali e locali, che hanno portato al sequestro di denaro contante per un totale di circa 37mila euro.

Tutto è partito da un sodalizio criminale di origini rumene ai danni di due giovani ragazze connazionali. Arrivate in Italia con la promessa di un lavoro stabile, sono finite a prostituirsi nell'hinterland milanese. Nel corso dell’attività investigativa è emerso un contrasto tra tale sodalizio criminale e un gruppo di sfruttatori albanesi, per lo più originari della città di Fier, che avevano il controllo di una delle più importanti zone di prostituzione del territorio milanese. In particolare nell'area compresa tra viale Cassala, viale Liguria, viale Tibaldi, viale Toscana e Viale Isonzo.

Le forze dell'ordine hanno quindi scoperto che il gruppo dei rumeni per poter fare prostituire le due ragazze era costretto a corrispondere una sorta di “tassa” mensile al gruppo degli albanesi. Il pagamento di tale “tassa” costituiva pertanto un vero e proprio obbligo, il cui mancato adempimento determinava violente ritorsioni ai danni sia degli sfruttatori che si erano rifiutati di pagare, sia delle “loro” prostitute.

Il controllo "piramidale" del territorio

Il gruppo criminale albanese era organizzato con distinte figure su diversi ruoli: quelle dei “capo-zona” e quelle dei meri sfruttatori della prostituzione, i quali operavano in stretta correlazione con i primi e previa autorizzazione da parte degli stessi in merito alle postazioni da occupare.

Parallelamente è emersa altresì un’illecita attività di cessione di sostanze stupefacenti, nella quale gli sfruttatori investivano gli ingenti profitti ricavati dall’attività di sfruttamento della prostituzione. In particolare, è emerso che parte di tali ingenti profitti sono stati impiegati per l’acquisto di importanti quantità di eroina e per dare vita a una fiorente attività di spaccio al dettaglio di cocaina.

Nel corso dell’indagine sono state arrestate 11 persone e sequestrati di un chilo di eroina e di una pistola.

I volti degli arrestati

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Le immagini delle perquisizioni

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