in commissione comunale

Ca d'Industria, Beccalli: "In Villa Celesia mini appartamenti per ospiti autosufficienti. Il nuovo contratto per i dipendenti? Risparmieremo 1,8 milioni all'anno"

Villa Celesia perdeva 30mila euro al mese. Il presidente: "Non era più sostenibile".

Ca d'Industria, Beccalli: "In Villa Celesia mini appartamenti per ospiti autosufficienti. Il nuovo contratto per i dipendenti? Risparmieremo 1,8 milioni all'anno"
Cronaca Como città, 23 Giugno 2021 ore 16:40

Le difficoltà di Fondazione Ca' d'Industria, uno dei maggiori enti che gestisce l'assistenza agli anziani nella città di Como, sono note. La drastica riduzione degli ingressi di nuovi ospiti a causa della pandemia ha infatti indosso la Fondazione a due scelte drastiche: da una parte la chiusura di Villa Celesia, casa albergo per anziani autonomi, e dall'altra l'annuncio del cambio di contratto nazionale per tutti i dipendenti.

Ca d'Industria, Beccalli: "In Villa Celesia mini appartamenti per ospiti autosufficienti"

Vista la situazione è stato richiesto un confronto in Commissione IV con i consiglieri comunali. "Verificate le persone presenti nelle nostre strutture dopo il Covid, abbiamo fatto delle scelte - ha spiegato il presidente della Fondazione Gianmarco Beccalli - In primo luogo abbiamo dovuto fermare l'attività di Villa Celesia in quanto il numero degli ospiti nell'ultimo anno e mezzo non ci permetteva di garantire il sostentamento dell'attività. Avevamo una perdita mensile di 30mila euro e non era più sostenibile".

Attualmente infatti su 449 posti disponibili (compresa Villa Celesia) solo 284 sono occupati. Sulla sola Rsa sono 98 i posti liberi. "C'è stato un piccolo miglioramento rispetto a qualche tempo fa - ha spiegato la dottoressa Bianchi, dirigente della struttura - la saturazione è salita al 73% nella Rsa, da luglio scorso a oggi abbiamo gestito 131 ingressi, non stiamo stati fermi".

Beccalli quindi ha fatto il punto sul possibile futuro dell'immobile. "La chiusura di Villa Celesia non è nata in un giorno, è stata lungamente sofferta, abbiamo pensato per molto tempo a come tenerla aperta - ha spiegato - Abbiamo pensato però a come riconvertirla in mini alloggi per persone autosufficienti che possano godere della vita in autonomia ma anche di un controllo medico, infermieristico e che si possano sentire sicuri anche se non sono più giovani. Vogliamo creare una struttura dove ogni ospite, nel suo appartamento, può avere un campanello da suonare in caso di necessità ma anche sfruttare i servizi di Ca' d'Industria come la mensa o la lavanderia".

"La maggior degli ospiti di Villa Celesia ha accettato le nostre proposte di ricollocamento, alcuni sono andati altrove o hanno deciso di tornare a domicilio - ha aggiunto la dottoressa Bianchi - Penso prettamente per il legame con il personale. CHi ha deciso di restare con noi, verrà trasferito in un nucleo specifico di Rebbio. Per quanto riguarda il personale, il centralino e la cucina resteranno attivi mentre accompagneremo gli addetti di sala in un percorso nella struttura; a chi è verso la pensione abbiamo proposto una fuoriuscita con l'obiettivo di non lasciare nessuno senza un'adeguata collocazione".

"Il nuovo contratto per i dipendenti? Risparmieremo 1,8 milioni all'anno"

A proposito di personale il presidente Beccalli ha quindi spiegato, viste le domande dei consiglieri Stefano Fanetti e Vittorio Nessi, il motivo del cambio di contratto per i dipendenti.

"Tutte le strutture in provincia di Como applicano questo contratto - ha sottolineato - Non è un contratto peggiorativo, ha delle condizioni differenti rispetto a quello che applichiamo. Il fatto di aver applicato fino ad oggi un contratto diverso ha fatto sì che i costi per stanza fossero molto più alti che nelle altre Rsa. La nostra struttura rischia di non essere più concorrenziale per i nostri ospiti e per chi decide di portare i propri anziani in una Rsa. Chi lavora da noi non è diverso da chi lavora in altre strutture: se già da oggi tutti i 250 dipendenti avessero un contratto Uneba ci sarebbe un risparmio di un 1milione e 800mila euro all'anno, pari a 13 euro di retta al giorno. Noi vogliamo garantire i posti di lavoro in futuro e rimanere concorrenziali, senza togliere qualità e quantità di minuti di attenzione ai nostri ospiti".

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