Olgiate Comasco

Casa anziani in emergenza per la diffusione del contagio

La direzione ringrazia Comune e Protezione civile, dura contestazione alle altre istituzioni assenti: "Ce la faremo solo con le nostre forze".

Casa anziani in emergenza per la diffusione del contagio
Olgiate, 10 Novembre 2020 ore 09:58

Casa anziani di Olgiate Comasco in emergenza per la diffusione del contagio: la prima ondata della pandemia non aveva registrato nemmeno un caso di positività, ora, invece, tra ospiti e personale decine di contagi.

Casa anziani, palestra adibita a dormitorio per gli operatori

Un lungo comunicato della direzione, firmato dal direttore amministrativo Luciana Corti e dal direttore sanitario Fabio Bianchi, evidenzia la delicatezza del momento. L’ultimo dato disponibile registrava 33 contagi tra i 74 ospiti e una trentina di positivi tra operatori e impiegati. La situazione è complessa, al punto da aver dovuto allestire una zona dormitorio per un gruppo di operatori che hanno scelto di restare 24 ore su 24 all’interno della Rsa di via Michelangelo. Palestra della struttura riconvertita, quindi, in dormitorio, grazie all’appoggio del Comune e della Protezione civile, che ha fornito alcuni letti.

La direzione: “Contagio largamente diffuso, quattro decessi di ospiti con gravi patologie pregresse e positività al Covid-19”

“La presente per confermare che il contagio è largamente diffuso sia tra gli ospiti che tra gli operatori ma, nel contempo, le condizioni generali di salute sono in graduale miglioramento.
Dei sette decessi registrati nelle ultime settimane: quattro hanno riguardato ospiti con plurime e gravi patologie pregresse, per i quali il Covid-19 ha rappresentato l’atto finale; tre sono stati determinati da cause estranee al contagio. Tre ospiti sono in condizioni critiche ma stabili e anche in questo caso il Covid si inserisce su un quadro clinico già fortemente compromesso. Attualmente, nessun ospite è a rischio di vita per causa esclusiva del Covid-19. Venerdì scorso, infine, è stata registrata la prima negativizzazione al tampone di una paziente precedentemente positiva. Da quattro giorni, la palestra della struttura è stata adibita a dormitorio per gli operatori che ne hanno fatto richiesta. Cinque dipendenti, infatti, hanno scelto di lasciare le loro famiglie per trasferirsi in Rsa e vi permarranno sino al termine dell’emergenza. Stante l’estrema carenza di personale, sono in servizio h24 e stanno effettuando doppi turni senza badare all’orario, rinunciando ai riposi spettanti. Chi non ha potuto separarsi dal proprio nucleo familiare perché genitore di bambini piccoli o con anziani in casa, non dimora in struttura ma continua a lavorare con la stessa disponibilità a sforare gli orari e ad effettuare turni aggiuntivi”.

Lo sfogo: “Grazie a Comune e Protezione civile, altre istituzioni assenti”

La direzione mette l’accento sulla disponibilità di Comune e Protezione civile, nel mirino invece l’assenza delle altre istituzioni. “Numerosi i dipendenti assenti perché attualmente impossibilitati a lavorare, fortunatamente con sintomatologia non particolarmente preoccupante. Esprimiamo i nostri più sentiti ringraziamenti alla Protezione civile di Olgiate Comasco, che ci ha fornito i letti per allestire il dormitorio, e al Comune, nella persona del sindaco Simone Moretti, che è costantemente in contatto con la direzione della struttura per aiutarci a far fronte alle numerose necessità. Delle altre istituzioni non vi è alcuna traccia e addirittura nella giornata di ieri, per difficoltà organizzative, non ci sono stati consegnati i dispositivi di protezione individuale che, a partire dal mese di maggio, vengono distribuiti alle Rsa lombarde. Fortunatamente, dall’inizio della pandemia ad oggi, abbiamo messo in atto una rigorosa e incessante politica di acquisto dei dispositivi e quindi il nostro lavoro non ne risulterà intaccato ma la circostanza è indicativa del fatto che le istituzioni non siano in grado di sostenerci”.

Emergenza superabile solo grazie al personale

Infine, seppur puntualizzando che non c’è necessità di polemizzare, la sottolineatura di come la Rsa potrà superare l’ondata di contagi solo con le proprie forze. “Questo non è il momento delle polemiche e delle recriminazioni ma dell’unità di intenti e dell’amore per la nostra missione e quindi non intendiamo andare oltre in questo tipo di discorsi, ma riteniamo doveroso e corretto rappresentarvi sin da ora il fatto che la struttura supererà lo stato di emergenza unicamente grazie all’eccezionale impegno dei propri operatori. In merito all’effettuazione delle videochiamate, vi chiediamo di avere pazienza. La forte carenza di personale ci impone di operare delle scelte e gli aspetti clinico-assistenziali, in questo momento, hanno e devono avere precedenza assoluta.
Siamo fisicamente sfiniti dalla fatica ma tutt’altro che domi e più che mai determinati a portare la Rsa fuori dallo stato di emergenza!”.

 

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