Como funerale: la città piange i piccoli di via per San Fermo

Nella basilica del Crocifisso in viale Varese per i quattro bimbi morti nell'incendio: Saphiria Sahar, Soraya, Sophia e Siff

Como funerale: la città piange i piccoli di via per San Fermo
26 Ottobre 2017 ore 14:54

Como funerale per Saphiria Sahar, Soraya, Sophia e Siff morti nell’incendio.

Como funerale per le piccole vittime

Sono cominciati i funerali di Saphiria Sahar, Soraya, Sophia e Siff. Nel suo folle gesto, Faycal Haitot, 49 anni, non solo si è tolto la vita ma l’ha strappata ai suoi quattro figli quella maledetta mattina del 20 ottobre scorso.

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La tragedia

In via Bixio a Como 18 l’uomo si era barricato appiccando un fatale incendio. Un gesto maturato perché la famiglia viveva in un contesto sociale di grave disagio. La famiglia era da tempo seguita dai servizi sociali (la madre è ricoverata in una struttura sanitaria) e l’uomo che temeva di perdere i suoi bambini.

Nella basilica del Crocifisso in viale Varese

Alle 14.30 la Basilica del Crocifisso era già gremita di gente. Centinaia i comaschi che in questo giorno di lutto cittadino si sono stretti alla mamma dei quattro bimbi morti nell’incendio di via per San Fermo. All’interno della chiesa presenti alla cerimonia le autorità locali. Presenti il sindaco Mario Landriscina, il vicesindaco e assessore ai servizi sociali Alessandra Locatelli e diversi assessori e consiglieri della maggioranza. Tra di essi Elena Negretti, assessore alla Protezione Civile, Adriano Caldara, assessore al bilancio, Francesco Pettignano, assessore al patrimonio, Marco Galli, assessore allo sport. Non è mancata neppure la rappresentanza della direttrice dei servizi sociali comaschi Franca Gualdoni.

Dal mondo politico comasco non sono mancati a questo triste appuntamento neppure i rappresentanti delle minoranza. Presente Bruno Magatti di Civitas, Patrizia Lissi e Stefano Fanetti del PD. Tra le autorità presenti la presidente della Provincia Maria Rita Livio, la presidente del Consiglio comunale Anna Veronelli, il prefetto Bruno Corda, il questore Giuseppe De Angelis, il comandante dei Carabinieri Francesco Donvito e quello dei Vigili del Fuoco Luigi Giudici. Rappresentata con il Gonfalone anche la Polizia Locale e la Croce Rossa.

La mamma

L’altare della grande chiesa è adornato dai bigliettini dei tanti bambini che conoscevano i piccoli venuti a mancare. Sono proprio i compagni di scuola, presenti con le insegnanti, a portare un mazzo di fiori su ognuna delle piccole bare. Tra le lacrime è la mamma a prendere la parola, ringraziando per tutto l’affetto che la città le ha dimostrato in questi giorni:

“Dio benedica i vostri bambini”.

La mamma inoltre ringrazia i medici che, anche in questo momento di dramma, si stanno prendendo cura di lei.

L’omelia

Ad aprire la cerimonia è il rappresentante della chiesa cattolica, monsignor Carlo Calori: “In questo santuario la comunità cittadina si è riunita in tanti momenti di difficoltà. Oggi la città si stringe attorno a quattro bare di bimbi. Vittime innocenti davanti a Gesù, anch’egli a suo tempo vittima innocente. Tacciono a questo punto le domande che si sono susseguite in questi giorni. “Si poteva evitare? In cosa abbiamo sbagliato?”. Questo è il tempo del silenzio, della preghiera, della vicinanza a una mamma che sta cercando di ritrovare il senso della vita. Questi bimbi, con il loro dramma, hanno svegliato la coscienza di tutti noi. Ognuno deve essere responsabile dei suoi fratelli e camminare insieme. Siamo qui per affidare queste creature, diventati anche nostri figli, al Signore. Possano loro aiutarci a portare con noi, da questi giorni di smarrimento, una crescita di umanità”.

Le maestre

Durante la cerimonia sono intervenute anche le insegnanti che hanno seguito in questi anni i quattro bimbi. “Il nostro rito sarà quello di dedicarvi ogni anno un appuntamento per tenere sempre vivo il vostro ricordo”, è stato l’intervento delle maestre, che hanno letto un brano de Il Piccolo Principe.

Il pastore evangelista

Hanno poi proseguito a guidare la cerimonia i due pastori evangelisti, Gianni Di Giandomenico, guida di Como, e Pietro Lamanna, di Lugano. “Grazie alle autorità, agli operatori e agli assistenti sociali. Il vostro lavoro è intenso, grazie per la devozione con cui lo fate. Un pensiero particolare va ai pompieri e al loro lavoro, malgrado questa volta sia stato difficile. Capisco che non deve essere facile accettare di non aver fatto in tempo questa volta; c’è dolore e rammarico. Grazie inoltre al Vescovo di Como, Oscar Cantoni, che ci ha ospitato in questa chiesa. Non facile è per nessuno in questo momento, nemmeno per i credenti. Gesù non ha mai promesso che le cose sarebbero state semplici; lui stesso ha ricordato chi vuole starmi dietro prenda la sua croce e mi segua. Chi crede in me, anche se muore, vivrà”.

E il pensiero di chiusura va a Saphiria Sahar, Soraya, Sophia e Siff. Il pastore Di Giandomenico spiega: “Quando viene a mancare una persona anziana ne celebriamo la vita. Quando vengono a mancare dei bambini pensiamo ‘Se non fossero stati fermati cosa sarebbero diventati, cosa avrebbero fatto? Con questa morte abbiamo perso qualcosa, non solo dei bimbi ma quello che potevano diventare, quello che potevano fare per la comunità”.

La cerimonia si è chiusa intorno alle 16.30 tra le lacrime e il dolore della mamma e dei presenti in un lungo applauso all’uscita delle piccole bare bianche.

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