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l'aggiornamento sulla pandemia

Covid, Ats Insubria: “Vietato abbassare la guardia alla riapertura”. Al via altre 400 vaccinazioni a domicilio con le Usca

Indicazioni per i vaccinati: "In caso di contatto con positivo, si fa la quarantena"

Covid, Ats Insubria: “Vietato abbassare la guardia alla riapertura”. Al via altre 400 vaccinazioni a domicilio con le Usca
Cronaca Como città, 22 Aprile 2021 ore 13:28

Dal 9 al 22 aprile 2021 sono stati 1006 i nuovi positivi registrati in provincia di Como, con un’incidenza di 107 contagi ogni 100mila abitanti. In questi giorni 15mila i tamponi eseguiti, con un tasso di positività sceso al 14,7%, leggermente più alto rispetto al 12,6% della media regionale.

Covid, Ats Insubria: “Vietato abbassare la guardia alla riapertura”

A fare il punto settimanale sui contagi tra Como e Varese è il direttore sanitario di Ats Insubria Giuseppe Catanoso. “La discesa c’è ma non è impetuosa come ci aspetteremmo, come invece era stata nel mese di novembre e dicembre – ha spiegato – L’età media inizia ad abbassarsi nuovamente. L’Rdt ha avuto un rialzo portandosi a 1, speriamo nel trend in discesa. Per quel che riguarda l’incidenza per ambito, c’è un miglioramento ma vorrei che fosse più sensibile. A proposito delle scuole, registriamo un aumento sensibile delle quarantene: ci sono anche due focolai (ovvero almeno due positivi nella stessa classe) in due nidi, entrambi nella provincia di Como”.

In questa lenta discesa non costante, ciò che preoccupano sono ovviamente le prossime riaperture previste dal Governo: dal 26 aprile infatti si potrà tornare in zona gialla. Serve però la massima attenzione da parte di tutti.

“L’elemento chiave che emerge da tempo osservando la curva epidemica sul nostro territorio è che ogni qualvolta vi sono occasioni che aumentano il contatto sociale delle persone (ad esempio Pasqua) la curva tende a subire un incremento, più rapido della successiva discesa – ha spiegato Paolo Bulgheroni, direttore Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria – In previsione delle prossime riaperture al vaglio del Governo occorre non abbassare la guardia e l’attenzione sui comportamenti utili a impedire i contagi. Serve attenzione al distanziamento, anche in ambito familiare, all’uso corretto della mascherina, a evitare affollamenti o assembramenti prima e dopo le ore scolastiche per evitare che i sacrifici che fino a questo momento abbiamo fatto vengano vanificati. La cronologia degli eventi ci insegna che una riapertura deve essere assolutamente accompagnata da comportamenti responsabili e dal rispetto delle regole. Parallelamente alla copertura vaccinale deve comunque rimanere alta l’attenzione a non aumentare la diffusione del contagio”.

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La campagna vaccinale

Mentre la forbice tra vaccinati e nuovi positivi si apre sempre più, Ats Insubria annuncia che nei prossimi quattro giorni, sia in provincia di Como che di Varese, 8 medici delle Usca effettueranno circa 100 vaccinazioni al giorno a soggetti ultra-noventenni che per varie ragioni non sono riusciti a entrare nella campagna vaccinale. “L’obiettivo è arrivare a fine mese con tutti questi soggetti vaccinati” ha spiegato Catanoso. Non ci sono invece per il momento aggiornamenti sul vaccino Johnson&Johnson, monodose, che è appena arrivato anche in Italia. “E’ arrivato ma non è ancora stato distribuito – commenta Catanoso – Non sappiamo ancora come verrà utilizzato, è in atto su questo tema una riunione con Regione”.

Per il momento però, anche in vista delle riaperture, i vaccinati non hanno regole diverse rispetto agli altri. “Chi è vaccinato e entra in contatto con positivo in questo momento segue le stesse regole di quarantena dei non vaccinati – spiega Bulgheroni – Sugli operatori sanitari invece vengono messi in atto percorsi individualizzati: in assenza di sintomi possono recarsi al lavoro ma nei 14 giorni successivi al contatto vengono calendarizzati tre tamponi”.

Nulla di nuovo invece sul fronte delle vaccinazioni in azienda, ampiamente annunciate settimane fa da Regione Lombardia. “Sono già stati elaborati dei documenti formali ed è in corso di definizione un documento redatto con le associazioni datoriali che descriva il percorso operativo di questa attività che integra l’offerta di sanità pubblica, con l’obiettivo di ampliare e velocizzare il raggiungimento del target degli operatori economici – ha aggiunto Bulgheroni – Questo contributo sarà fondamentale. Al momento ci sono sul tavolo 3 opzioni: sfruttare comunque gli hub già attivi per queste somministrazioni senza interferire con l’attività vaccinatoria della popolazione per età, coinvolgere le strutture sanitarie private e sfruttare le aziende grosse che possano costituire aree di vaccinazione”.

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