Cultura e sociale

"Cucinare al fresco", i detenuti presentano il loro libro di ricette

L'idea nata da un gruppo di reclusi nella Casa circondariale di Como-Bassone.

"Cucinare al fresco", i detenuti  presentano il loro libro di ricette
Cronaca Como città, 13 Giugno 2021 ore 09:52

“Cucinare al fresco”: martedì 15 giugno, a Palazzo Pirelli, la presentazione del primo libro di ricette ideate dalle persone detenute nelle carceri.

"Cucinare al fresco", un progetto sociale

Cosa c’è di più rilassante, educativo e creativo che ideare ricette e preparare gustosi piatti? Ne sanno qualcosa le persone ospiti del carcere di Como che da tre anni partecipano al progetto “Cucinare al fresco”. L’ idea, nata proprio da un gruppo di reclusi nella Casa circondariale di Como-Bassone, prevede la raccolta delle ricette che giorno dopo giorno vengono preparate all’interno degli Istituti carcerari italiani. La prima raccolta dei testi, coordinata da Arianna Augustoni, giornalista e volontaria carceraria, pubblicata dalla casa editrice L’Erudita di Roma, sarà presentata a Palazzo Pirelli (Sala del Gonfalone, via F. Filzi, 22 – Milano) martedì 15 giugno (ore 13). All’evento saranno presenti il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Fermi, il provveditore regionale, Pietro Buffa, Fabrizio Rinaldi, direttore della casa circondariale di Como, e la coordinatrice Arianna Augustoni.

L'iniziativa

Il progetto, attualmente attivo in una serie di carceri (Bollate, Opera, Varese, Sondrio, Alba, Pavia, Monza), coinvolge diverse decine di persone ristrette che, da ogni dove, scrivono per poter presentare i piatti che abitualmente preparano nelle stanze di reclusione. Obiettivo dell’iniziativa è realizzare una serie di giornali di cucina attraverso i quali viene narrata la vita all’interno dei penitenziari, attraverso unicamente gli ingredienti: come vengono reperiti e impiegati, oltre agli strumenti a disposizione dei cuochi. L’attività viene organizzata come una vera redazione e prevede incontri periodici durante i quali si decide la linea editoriale e i contenuti. Il tutto viene elaborato dai detenuti stessi e consegnato ad Arianna Augustoni. Il magazine viene stampato in 100 copie. La periodicità del prodotto è trimestrale: all’attivo ci sono nove pubblicazioni e ognuna ho un proprio contenuto, a seconda della stagionalità.

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