La storia

Da Lurate Caccivio a Monaco di Baviera: Simone progetta il reattore del futuro

Guffanti fa parte di "Sypox": startup che si occupa di creare impianti funzionanti senza l’utilizzo di carbone.

Da Lurate  Caccivio a Monaco di Baviera: Simone progetta il reattore  del futuro
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Dall’Italia alla Germania, da Lurate Caccivio a Monaco di Baviera inseguendo un sogno: liberare l’industria chimica dai combustibili fossili.
Un reattore in grado di produrre idrogeno solamente sfruttando l’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili è il "Santo Graal" inseguito da tempo nel settore. Obiettivo che la startup "Sypox" ha tramutato in realtà in due anni di duro, costante, visionario, lavoro.

Il sogno di Simone Guffanti, da Lurate a Monaco

Motore della società, oltre al fondatore Gianluca Pauletto, originario di Treviso, anche Simone Guffanti, 32 anni. Quel Simone cresciuto a Lurate - scuola primaria e media in città, diploma superiore al "Terragni" di Olgiate Comasco e laurea in ingegneria chimica al Politecnico di Milano - e ora colonna portante di un team internazionale che ha già rivoluzionato l’industria. "Ho conosciuto Gianluca tramite il mio supervisor e un mio collega durante il postdoc - racconta Simone, raggiunto telefonicamente in Germania - Da due anni stava lavorando a questa startup durante il dottorato svolto tra il Canada e Monaco. Mi sono buttato nel progetto, trasferendomi in Germania". Sette giorni su sette di lavoro per arrivare alla svolta.

Il reattore chimico del futuro

"La materia è complessa ma, sostanzialmente, progettiamo dei reattori chimici elettrificati, ovvero che non utilizzano gas naturale - prosegue - Attualmente, il settore sfrutta ancora il sistema tradizionale per una ragione di costi, ma crediamo che sia arrivato il momento di una svolta". Un cambiamento "green" per l’industria chimica. Di fatto, i reattori in questione non sono altro che degli enormi contenitori in cui avvengono reazioni chimiche, scatenate dal calore. Tra tutte, quella per la produzione di idrogeno, combustibile del domani per l’alimentazione di auto, che avviene tramite un processo di "steam reforming" con la combinazione di vapore e metano. Se con un sistema tradizionale, per la produzione di un normal metro cubo di idrogeno si consumano 2,4 Kwh (kilowattora), con il reattore progettato da "Sypox" l’utilizzo di energia è pari a 1,2 Kwh. "Gli impianti tradizionali sono fornaci alte 15 metri e si trovano nelle raffinerie. Con il nuovo sistema si è riusciti a ridurre il reattore di 100 volte. L’efficienza è maggiore del 50% e ci si appoggia a energie rinnovabili. Ora facciamo parte di un progetto europeo di 9.000.000 di euro in cui il core è la tecnologia sviluppata da noi".

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