Dal Giornale di Cantù

Da Mariano alla Norvegia, una scelta d’amore: “Mi sono trasferito per mia figlia” STORIE SOTTO L’ALBERO

Il Giornale di Cantù regala ai lettori di Giornaledicomo.it le più belle storie raccontate nel corso del 2020 sulle pagine del nostro settimanale.

Da Mariano alla Norvegia, una scelta d’amore: “Mi sono trasferito per mia figlia” STORIE SOTTO L’ALBERO
Cronaca Marianese, 01 Gennaio 2021 ore 16:30

“Non ho mai pensato, nemmeno per un attimo, di lasciare mia figlia”. Sottolinea più volte di non aver fatto nulla di speciale Massimiliano Secchi, 46 anni, papà di Iselin, 13 anni. Eppure per sua figlia, per vederla crescere e per starle vicino, non ci ha pensato due volte e si è trasferito in Norvegia, con un atto che è un mix tra amore e coraggio.

Dalla Brianza al Nord Europa: le premesse della svolta

Lui, educatore professionale, e con forti legami familiari tra Mariano e Novedrate, ha completamente ribaltato la sua vita, adattandosi ad una cultura e ad una società completamente diversa. Durante i primi mesi norvegesi si è dato da fare in una pizzeria, poi per sei anni in un asilo, mentre ora è tornato a fare l’educatore, lavorando in una comunità per minori. In mezzo a tutto questo ha dovuto imparare il norvegese e combattere in Tribunale per vedersi riconosciuta la patria potestà.

Iselin è arrivata in maniera inaspettata nel 2006. “Io e sua mamma ci siamo conosciuti mentre lei era a fare un viaggio in Polonia, a Varsavia, dove io lavoravo per il Fondo sociale europeo. Una volta rientrato dal mio incarico, sono tornato in Italia ed è venuta anche lei. La storia tra di noi era già finita quando ad aprile del 2006 mi chiama, dicendomi se può venirmi a trovare. Aveva già un po’ di pancia e lì mi ha detto che era rimasta incinta”, ha raccontato.

A Larvik per Iselin, il racconto di Massimiliano : “Nel fine settimana è sempre con me”

Da quel momento è iniziato quello che Massimiliano definisce un “viaggio”, che non è tanto il suo verso la Norvegia, quanto invece quello della crescita di Iselin. “Io vivo a Larvik, per un certo periodo con la mamma si era trasferita ad Oslo che dista 150 chilometri. Andavo a prenderla il venerdì e poi la riportavo la domenica. Quando andavo via la vedevo piangere, il nostro rapporto si è sempre giocato su questi due binari: giocare e piangere. Ora abita un po’ più vicino, a 40 chilometri da me. La scuola rende impossibile vedersi tutti i giorni, ma nei fine settimana è sempre con me e ogni occasione è buona per farmi un giro lì”.

Insieme viaggiano, insieme guardano film, anche italiani, ascoltano la radio e festeggiano i compleanni con delle simpatiche coroncine, rigorosamente costruite in casa con le mani di papà. A Iselin piacciono le moto, passione ovviamente ereditata, e poi la Juventus, in particolare Gigi Buffon, sa parlare italiano e capisce benissimo anche il dialetto comasco, questo grazie alle “lezioni” che le impartisce il nonno ogni volta che viene in Italia.

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L’incontro di Italia e Norvegia: “Vorrei che mia figlia crescesse con una mentalità aperta”

“Penso faccia la carbonara più buona di tutta la Norvegia – ammette, sorridendo, il papà con un pizzico di orgoglio – Quando non è con me facciamo delle videochiamate lunghissime mentre prepara da mangiare. Insieme condividiamo tutto, a volte dormiamo con l’amaca appesa tra gli alberi in spiaggia. È bellissimo vedere come riesca a stare bene sia in Italia che in Norvegia, due posti molto diversi ma dove lei tiene tutto collegato. Adora Milano, è rimasta affascinata dalla settimana della moda, Como ed è attaccatissima a mia nipote che è più piccola di lei. Ha persino imparato a fare il pizzo di Cantù, grazie a mia mamma. Voglio senta sua questa parte d’identità e vorrei crescesse con una mentalità aperta, per questo cerco di portarla in giro per il mondo”. È già ricco di avventure ma il viaggio di Massimiliano e Iselin è appena cominciato.

(Giornale di Cantù, sabato 18 luglio 2020)

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