la storia

Daniela Molinari in cerca della mamma per sconfiggere il tumore: “Tanta solidarietà, stiamo verificando le prime segnalazioni arrivate”

L'infermiera milanese nata a Como racconta: "Questo viaggio nelle mie origini è più pesante di quanto pensassi".

Daniela Molinari in cerca della mamma per sconfiggere il tumore: “Tanta solidarietà, stiamo verificando le prime segnalazioni arrivate”
Cronaca Como città, 20 Febbraio 2021 ore 13:00

La storia di Daniela Molinari, 47 anni e residente a San Vittore Olona, è rimbalzata nell’ultima settimana dai giornali alla tv passando per i social. Daniela è un’infermiera, sposata e con due figli, ma sta combattendo da tre anni una durissima lotta contro un tumore ai linfonodi ma ha una speranza: una cura sperimentale, basata sulla mappatura genetica. Il problema è che Daniela è stata adottata da piccolissima da una famiglia di Milano di cui ha preso il nome e non ha mai conosciuto i suoi genitori naturali. Ciò che sa è di essere stata adottata dai suoi genitori all’orfanotrofio delle suore di Rebbio che oggi non esiste più.

Daniela Molinari in cerca della mamma per sconfiggere il tumore

“Dopo il primo appello e la risposta mediatica che c’è stata, ho ricevuto davvero tantissima solidarietà e questo mi fa tanto piacere – ci racconta Daniela, che sul certificato di battesimo aveva il cognome Simoni che però potrebbe essere del tutto inventato – approfondendo le mie origini però stanno anche sorgendo nuove domande. Ho sempre pensato di essere nata all’orfanotrofio ma potrebbe non essere così perché la mia nascita è il 26 marzo 1973 mentre l’ingresso in orfanotrofio è datato 30 marzo. Una signora dell’ospedale Sant’Anna, dove sono stati spostati gli archivi dell’orfanotrofio, si è resa disponibile ad aiutarmi per una ricerca tra i fascicoli di quell’anno ma per il momento non è emerso nulla di rilevante. Inoltre ho ricevuto diverse segnalazioni anonime che con l’aiuto di ‘Chi l’ha visto’ stiamo verificando”.

Sugli atti di nascita non solo non c’era il nome della madre ma neppure i suoi dati sanitari perché all’epoca potevano essere omessi. Così Daniela ha fatto richiesta al Tribunale di Como per accedere ai dati. “Sono in attesa di una risposta – spiega la donna – per poter accedere alla cartella del parto e all’atto integrale di nascita ma i tempi sono lunghi perché se le autorità hanno il nome di mia madre devono contattarla in totale anonimato e non è semplice. Il fatto che però non mi hanno risposto immediatamente potrebbe anche essere positivo perché vorrebbe dire che non è morta”.

Un viaggio nelle proprie origini che non è semplice da affrontare. “E’ più pesante di quanto pensassi – racconta – anche se mi sono sempre ritenuta una persona forte e forse lo sto vivendo in questo modo perché sono debilitata dalla malattia. Andare a rivangare oggi quel passato non è semplice ma in un certo senso l’ho slegato dalla malattia. Oggi cerco la mia mamma, anche se, come ho sempre detto, se lei non vuole incontrarmi non è obbligata a farlo. Può fare il prelievo per la mappatura genetica in totale anonimato. E’ chiaro che se volesse conoscermi, sarebbe un sogno bellissimo”.

Chi avesse qualche informazione che ritiene utile o si riconoscesse in questa storia, può scriverci per essere messo in contatto con Daniela alla mail redazione@primacomo.it

Stephanie Barone

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