Fiocchi azzurri

Diego è il primo nato del 2021 al Sant’Anna FOTO

L'ultimo a venire al mondo, nel 2020, è stato invece Mostafa.

Diego è il primo nato del 2021 al Sant’Anna FOTO
Cronaca Como città, 01 Gennaio 2021 ore 14:08

Si chiama Diego il primo nato del 2021 all’ospedale Sant’Anna. L’ultimo dell’anno appena passato è invece Mostafa. Donato un mazzo di fiori donato alle due mamme dal Comune di San Fermo; quest’anno a causa della pandemia il mazzo di fiori non è stato consegnato direttamente dal sindaco del Comune di San Fermo, Pierluigi Mascetti alle neo-mamme ma dal personale del reparto.

Ostetricia nel 2020 nati 178 bimbi in più rispetto al 2019

 Un piccolino di 2 chili e 414, Diego, è il primo nato, alle 9.43. L’ultimo nel 2020, il 31 dicembre alle 21.34, è stato anche lui un maschio, Mostafa, di 3 chili e 350 (in tutta la giornata del 31 dicembre sono stati 6 i bimbi nati e 11 quelli del 30 dicembre). Il 2020 si è chiuso con 1935 bimbi nati nel presidio di San Fermo della Battaglia, 178 in più rispetto al 2019. L’80.4% delle mamme è di nazionalità italiana, mentre la popolazione straniera ammonta al 20% (dato quest’ultimo stabile negli ultimi tre anni).

In Italia e in Europa la percentuale dei Very Low Birth Weight (<1500gr)dell’1% circa. I nati pretermine (< 37 settimane) sono stati il 7% nel 2019 e il 7.4% nel 2020 (144 nati), la percentuale attesa è tra l’8 e il 10%. La stabilità delle percentuali tra il 2019 e il 2020, contenuta entro gli indici di riferimento attesi, dimostra una appropriatezza nella gestione dei casi. Trasferimenti da altri punti nascita: 32 pazienti (1.6% dei parti), 12 delle quali Covid-19 positive e 20 per la gestione di un parto pretermine (Asst Lariana è stata individuata a livello provinciale come Centro di medicina materno fetale e come Centro di terapia intensiva neonatale Tin).

Il contenimento dei tagli cesarei, soprattutto primari, riduce il rischio di complicanze materno-fetali ed è un indicatore di qualità e appropriatezza delle cure: le linee guida nazionali e internazionali raccomandano di mantenere la percentuale dei tagli cesarei primari al di sotto del 15%. Per questo scopo le “buone abitudini” messe in atto dalla sala parto dell’ospedale Sant’Anna sono il favorire il rivolgimento per manovre esterne del feto podalico (tasso di successo 70%) e promuovere il travaglio di parto nella paziente con un pregresso taglio cesareo (tasso di successo circa 80%). Le pazienti pre-cesarizzate (1 o più volte) sono state 203 (10.6% vs 11.5% del 2019); le precesarizzate una volta hanno accettato il travaglio di prova in circa il 60% dei casi con un successo di parto vaginale del 78%.

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Hub Covid

Dallo scorso 23 ottobre Regione Lombardia ha indicato l’ospedale Sant’Anna come punto nascita di riferimento per le donne gravide o puerpere con infezione da Sars-CoV-2, sia in forma sintomatica sia in forma asintomatica. Da allora sono state ricoverate 53 pazienti con tampone positivo, di queste 35 hanno partorito nel nostro punto nascita senza complicanze e con buoni esiti neonatali (le altre non erano ancora al termine). 7 hanno avuto sintomatologia e solo 3 una polmonite severa e necessità di supporto respiratorio, le restanti 46 erano tutte asintomatiche. I posti letto ricavati nell’area ostetrica per le pazienti Covid positive sono 7. Durante la prima ondata pandemica erano state ricoverate 7 pazienti con tampone positivo tra il 24 aprile e il 23 luglio. Nella seconda fase sono state appunto 53.

Nuovi progetti

Da gennaio, compatibilmente con la fase pandemica in atto, avvio di un ambulatorio multidisciplinare per le consulenze prenatali in collaborazione con genetista, neonatologo ed eventuali specialisti dedicati (chirurgo maxillo-facciale, neurologo,..) Avvio di un percorso alimentare dedicato per la prevenzione e la terapia del diabete gestazionale, con spazi di consulenza personalizzati e supporto settimanale anche per le pazienti straniere Progetto per l’ostetrica a domicilio per il sostegno dell’allattamento e la cura del puerperio Sviluppo della collaborazione con l’Università dell’Insubria per la scuola di Medicina e la specialità di Ostetricia e Ginecologia

“Nascere nel 2020 è stato diverso per tutti – osserva Paolo Beretta, primario di Ostetricia e Ginecologia di Asst Lariana – La pandemia ha obbligato noi a riorganizzare il Punto Nascita per permettere di assistere in sicurezza mamma e bambino. E questo nuovo assetto organizzativo ha limitato la possibilità di contatto diretto della mamma e del neonato con i papà e gli altri familiari ma l’impegno e lo sforzo comune di tutto il personale dell’area Materno infantile ha garantito che le pazienti non fossero mai lasciate sole. L’essere stati identificati come Centro di medicina materno fetale è motivo di orgoglio e di gratificazione, un riconoscimento dell’alta professionalità che il nostro Dipartimento e Asst Lariana hanno messo in campo in questi ultimi anni. Garantire la migliore assistenza possibile continuerà ad essere il nostro impegno”.

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