All’ExpoAid 2026 a Rimini tre giorni dedicati all’Italia delle disabilità: dal 25 al 27 giugno presenti varie realtà comasche e in particolare da Olgiate Comasco e Valmorea, insieme alla ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli.

Dalle strutture ai luoghi di vita
“Dalle strutture ai luoghi di vita: nuovi modelli a abitativi e riabilitativi”: il tema al centro del seminario che giovedì 25 giugno ha visto protagonisti alcuni rappresentanti di importanti cooperative e associazioni comasche e in particolare del territorio dell’Olgiatese. ExpoAid è il grande evento organizzato dal ministero per le Disabilità.
Nuovo approccio

L’incontro ha approfondito il passaggio da un approccio centrato esclusivamente sulle strutture a modelli capaci di valorizzare i luoghi di vita, le relazioni, l’autonomia e la partecipazione sociale. Un’occasione di confronto per riflettere su percorsi innovativi che mettono al centro la persona, il progetto di vita e la qualità della presa in carico. Sono intervenuti Matteo De Lorenzo, psicologo, presidente dell’Associazione Ciampacavallo, esperto di autismo; Elena Dottore, presidente dell’associazione la “Nostra comunità”; Franco Massi, presidente nazionale di Uneba; Massimo Molteni, direttore sanitario e Neuropsichiatria infantile, associazione la Nostra Famiglia – IRCCS E. Medea; Charlie Cremonte, membro del Comitato esecutivo Cascina Oremo e presidente di Sportivamente Scs; Rossano Bartoli, presidente della Lega del filo d’oro;
Irma Missaglia, presidente della cooperativa Sim-patia di Valmorea; Andrea Bonomelli, presidente Comunità Lautari; Annalisa Martinelli, presidente di Abilitiamo Odv; Sergio Besseghini, presidente di Agorà 97 di Olgiate Comasco; Giorgio Allara, presidente di Sociolario di Sagnino (Como).
Il valore del cohousing
Per quanto riguarda la cooperativa Sim-patia, la presidente Irma Missaglia ha in quadrato la propria realtà: “Sim-patia opera nella provincia di Como dal 1999 e accoglie in una Residenza Sanitaria persone in prevalenza con disabilità motoria acquisita: persone a cui la vita viene cambiata per un evento traumatico o una malattia in persone adulte. Nel corso di questi anni, per rispondere ai bisogni delle persone abbiamo aperto altri servizi con una mission
trasversale in tutti: recuperare le autonomie possibili e quindi la “ filiera dei servizi per l’autonomia “per far sì che le persone con disabilità trovino il luogo più adatto a loro per il loro progetto di vita. Un centro diurno per evitare le improprie istituzionalizzazioni. Oltre la residenza: appartamenti per autonomia assistita dove in normali abitazioni due/tre persone possano vivere la loro vita con un minimo di supporto. Il cohousing sociale dove le persone con disabilità pur avendo un loro appartamento condividono beni e servizi per tutti coloro che partecipano al progetto. Aprire il cohousing a varie generalità di fragilità ove tutti, a parte gli anziani, possono tornare a vivere in autonomia è diventato un valore aggiunto di mutuo aiuto e buon vicinato. Tra le molte declinazioni il cohousing sociale mette l’accento sul tema dell’accoglienza e dell’aiuto reciproco, svelando e sperimentando percorsi che aprano prospettive anche a persone con disabilità interessate ad
affrontare difficoltà che da soli non potrebbero superare. Il tutto governato dalla figura educativa dell’amministratore sociale che fa intrecciare bisogni e servizi”.
L’esempio del costruendo oratorio di Olgiate Comasco

Tra gli ospiti all’ExpoAid a Rimini, anche il parroco di Olgiate Comasco, don Flavio Crosta, con due giovani della parrocchia, Alice Bianchi e Giulia Grisetti. In primo piano il nuovo oratorio olgiatese, in fase di costruzione e focalizzato proprio sul tema dell’accoglienza e dell’inclusione, dell’accessibilità e del nuovo n lasciare indietro nessuno.