l'appello

Drammatica carenza di infermieri nel Comasco. I sindacati: “Servono misure straordinarie, Esercito compreso”

Il servizio pubblico e la vicina Svizzera hanno occupato quasi tutti gli operatori del territorio.

Drammatica carenza di infermieri nel Comasco. I sindacati: “Servono misure straordinarie, Esercito compreso”
Como città, 18 Novembre 2020 ore 14:29

Drammatica carenza di infermieri nel Comasco. I sindacati: “Servono misure straordinarie, Esercito compreso”.

Drammatica carenza di infermieri nel Comasco

Dopo la riflessione del presidente degli Infermieri comaschi, Dario Cremonesi, anche i sindacati fanno appello alla politica e alle istituzioni per sottolineare la mancanza di personale infermieristico nella provincia di Como. Le sigle sindacali sottolineano il timore che a subirne le conseguenze siano soprattutto i più fragili, ovvero gli anziani nelle case di riposo. Ecco la lettera firmata da Cgil, Cisl e Uil.

“L’attuale evoluzione della pandemia COVID19 sta, purtroppo, riprendendo possesso delle nostre strutture per anziani e non autosufficienti creando notevoli problemi organizzativi, economici e sanitari in tutte le realtà del territorio. A questo si aggiunge la gravissima carenza di personale infermieristico che si sta registrando in tutta la provincia e che colpisce sia le strutture ospedaliere che quelle residenziali per anziani.

Come sindacato stiamo registrando a livello territoriale un grave problema collegato alla carenza del personale infermieristico nello specifico nelle RSA/RSD. Questa carenza è sempre stata presente nel nostro territorio, ma oggi sta diventando ingestibile, per motivazioni collegate alla “concorrenza” con la vicina Svizzera, sia perché il reclutamento nel settore pubblico è aumentato quantitativamente negli ultimi mesi.

Gli effetti di tale carenza sono evidenti e si riversano sui soggetti più fragili: gli ospiti delle strutture a cui si rischia di non garantire un’assistenza socio-sanitaria adeguata ed anche gli operatori rimasti che hanno un carico di lavoro elevato che ricade solo sulle loro spalle (siano essi infermieri oppure operatori socio sanitari). Inoltre all’insufficienza del personale infermieristico si aggiunge la carenza più generalizzata di operatori che sono positivi e giustamente isolati nelle proprie case.

Sul territorio si registrano situazioni al limite come quella denunciata in un appello pubblico da parte della Fondazione Cà d’industria di Como che ha chiesto l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quale massima autorità dello stato e di tutte le istituzioni, gli Enti, le Associazioni e i rappresentanti Politici del nostro territorio per supportare Fondazione la Ca’ d’Industria e tutte le altre RSA/RSD presenti sul territorio comasco.

Far fronte all’emergenza è un atto dovuto e tutti i soggetti coinvolti devono attivare tutti i possibili canali per tentare di dare risposte a chi in questo momento cerca di fare tutto il possibile per garantire un servizio di qualità ad utenti fragili a cui non si può pensare di negare l’assistenza. Per questa ragione siamo convinti che sia necessario attuare anche misure straordinarie, supportati dalla politica e dalle istituzioni locali per fornire, a tutte le strutture che ne facciano richiesta, le figure professioni necessarie ricorrendo – se necessario – anche alle figure professionali dell’Esercito Italiano”.

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