Due giorni di sciopero dei benzinai da mercoledì mattina

Consigliamo di fare il pieno dell'auto per non farsi trovare impreparati.

Due giorni di sciopero dei benzinai da mercoledì mattina
Como città, 05 Novembre 2019 ore 15:21

Sciopero dei benzinai: il 6 e il 7 novembre chiusi anche gli impianti in Autostrada. Di seguito l’elenco dei distributori aperti per garantire il servizio lungo le tratte autostradali.

Sciopero dei benzinai

E’ stato confermato, per il 6 e 7 novembre, lo sciopero dei benzinai. Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio hanno confermato nelle scorse ore lo stop nazionale di due giorni dei distributori di carburante su strade e autostrade della penisola.

La serrata avrà inizio alle 6 di mercoledì mattina, 6 novembre, fino alle 6 di venerdì 8 novembre. La chiusura sarà totale e coinvolgerà anche i distributori self-service.

“Di fronte al silenzio assordante del governo e all’indifferenza del Mise, le organizzazioni dei gestori non hanno potuto fare altro che ricorrere alla mobilitazione generale”, hanno ribadito i sindacati che protestano per l’introduzione di alcuni provvedimenti, come la fatturazione elettronica.

I distributori aperti

Come prevede la legge, nella “Disciplina unitaria per la turnazione degli impianti autostradali in caso di sciopero” approvato dalla Conferenza delle regioni e delle Province Autonome, resteranno aperti alcuni distributori lungo le tratte autostradali per garantire il servizio pubblico.

Riportiamo di seguito l’elenco:

ELENCO DISTRIBUTORI APERTI IN AUTOSTRADA

La protesta

I benzinai protesteranno contro la fatturazione elettronica, l’introduzione degli Isa, che “risultano fortemente penalizzanti per i gestori carburanti (che percepiscono un margine che non supera il 2% del prezzo pagato dagli automobilisti), i Registratori di cassa Telematici per fatturati di 2 mila euro/anno”, oltre che per l’introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e modalità di Registrazione giornaliera, in formato elettronico, da digitalizzare a mano. Secondo i gestori si tratta di “tutti adempimenti inutili fatti per scaricare sull’ultimo anello della filiera, il più debole, oneri e costi e finanche provvedimenti penali per errori formali”. Inoltre, i gestori definiscono il “silenzio del governo” un “grave atto di irresponsabilità” e il sintomo di un’azione che non pensa alle “categorie produttive” ma “a favorire, indirettamente, il sistema bancario”.

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