Lutto in paese

E' scomparso l'agricoltore e imprenditore finese Carlo Arrighi

Era nato e cresciuto in paese: fin da bambino curava il suo orto, i suoi campi e allevava gli animali nella sua stalla

E' scomparso l'agricoltore e imprenditore finese Carlo Arrighi
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Addio a Carlo Arrighi, scomparso a 93 anni, conosciuto da tutti a Fino Mornasco come "Carletto". Da sei anni viveva nella Fondazione case di riposo riunite di Lomazzo e Bregnano insieme alla compagna di una vita Giuseppina Riva, la "Pinuccia".

La carriera lavorativa

Arrighi era un agricoltore e imprenditore nato e cresciuto in paese: fin da bambino curava il suo orto, i suoi campi e allevava gli animali nella sua stalla. Finito il ciclo di scuole elementari ha frequentato un corso per le lavorazioni con il tornio alla Castellini di Como, specializzazione che gli ha permesso di intraprendere una carriera professionale da meccanico d'utensileria in varie aziende: prima alla Peverelli di Fino, anche come garzone, poi alla Zocca di Camerlata e, infine, il prestigioso incarico di responsabile di produzione alla Rubinetteria del Lario tra fine anni Sessanta e anni Settanta. Proprio all'inizio del terzultimo decennio del 20° secolo se l'è vista brutta: durante un volo di lavoro, con destinazione Milano da Amsterdam, si ritrovò ostaggio di alcuni terroristi che dirottarono l'aereo a Francoforte, ma fortunatamente le teste di cuoio liberarono i passeggeri facendoli sbarcare a Torino.

Dopo qualche anno, da lavoratore dipendente divenne imprenditore. La Rubinetteria chiuse i battenti e, insieme a un fratello della moglie, fondò a Bregnano la Far - Fonderia Arrighi Riva. Lì, durante una lavorazione, ebbe un brutto incidente: una colata di ottone gli entrò nel guanto e rischiò di perdere la mano che alla fine si salvò, ma Arrighi fu costretto a cambiare lavoro per la sopravvenuta allergia allo zinco. Concluse la carriera lavorativa alla Fisac Seteria per poi andare in pensione a fine anni Ottanta.

Gli hobby

Una volta in pensione si dedicò esclusivamente ai suoi hobby: la cura dell'orto e l'allevamento degli animali tra cui pecore, conigli e galline di tutti i tipi con le quali partecipava a concorsi nazionali ed europei col primogenito Giuliano, perito agrario, tramite l'Associazione Provinciale Allevatori. Donava frutta e verdura alle associazioni del paese e faceva il volontario in parrocchia. Da generazioni è conosciuto in paese come il "nonno della fattoria" perché le maestre delle scuole dell'infanzia finesi portavano gli alunni nelle sue proprietà e lui mostrava i coniglietti e come nascevano i pulcini.

Arrighi era molto religioso e devoto a papa Giovanni XXIII che incontrò nel 1961 in udienza privata durante il viaggio di nozze con Pinuccia, il quale esclamo: "I miei due cari brianzoli!". La secondogenita è stata chiamata Giovanna in onore del pontefice, rimasto nei cuori dei due finesi, i quali il prossimo 24 aprile avrebbero festeggiato 63 anni di matrimonio.

Arrighi con la moglie Giuseppina Riva

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