il punto di vista

Eliminazione della stazione Como Lago. Fridays: “Una pessima idea, il problema non è il treno ma il traffico”

I giovani seguaci comaschi di Greta Thunberg hanno una visione opposta rispetto alla provocatoria proposta dell'assessore Gervasoni.

Eliminazione della stazione Como Lago. Fridays: “Una pessima idea, il problema non è il treno ma il traffico”
Como città, 15 Agosto 2020 ore 09:34

“Eliminare la stazione Nord di Como Lago? Un’idea pessima”. Così il gruppo dei Friday For Future di Como interviene nel dibattito sui problemi che creerà l’allungamento dei tempi di chiusura delle sbarre dei passaggi a livello in viale Lecco a Como annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Mario Landriscina.

Eliminazione della stazione Como Lago. Fridays: “Una pessima idea, il problema non è il treno ma il traffico”

E in particolare i giovani seguaci di Greta Thunberg criticano l’unica proposta alternativa suggerita dall’amministrazione, e in particolare dal neo-assessore Pierangelo Gervasoni, ovvero la provocatoria eliminazione della stazione di Como Lago con l’ultima fermata della linea a Como Borghi.

“Posto che nella disordinata viabilità cittadina sussista un elemento di troppo, questo a nostro avviso non è certo la fermata a lago di Trenord, ma semmai il traffico veicolare privato, che come già accade in numerose altre città europee dovrebbe essere parzialmente espulso dal centro cittadino e non incentivato a soffocarlo – spiegano i Fridays For Future comaschi – Se invece dovessimo prendere seriamente la proposta di far terminare la tratta ferroviaria a Borghi, non potremmo che giudicarla una follia, per l’ampia utenza (anche turistica) che rimarrebbe esclusa da un trasporto pubblico già esistente nonché gli elevati costi delle infrastrutture proposte”.

“La soluzione relativa al problema delle ‘lunghe attese’ è secondo noi antipodica – proseguono – E consiste, semmai, nel chiudere al traffico veicolare almeno viale Lecco e i lungolago Trento e Trieste. Una soluzione praticamente a costo zero, che non necessita di costose infrastrutture e che libera dalla morsa velenosa dell’inquinamento almeno l’intera zona a lago della città”.

“Con il denaro risparmiato e un pizzico di lungimiranza si potrebbe successivamente pensare alla realizzazione di una linea metrotranviaria tra la stazione di Como Lago e quella di S. Giovanni, facilmente realizzabile grazie alla precedente chiusura al traffico del lungolago – aggiungono – E magari anche un raddoppio della linea ferroviaria sulla tratta liberata dai veicoli come primo passo concreto della realizzazione della mitica “metropolitana leggera”, di cui a Como si favoleggia da decenni ma che nessuno ha mai avuto la volontà politica di realizzare”.

“Ci auguriamo che, in futuro, chi dice di avere a cuore il futuro di questa città avanzi proposte più rispettose delle sue radici storico-culturali, la sua complessa realtà orogeografica e il suo delicato equilibrio ecologico” concludono.

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