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Fabrizio Cavalli nuovo segretario di Filcams: “I più giovani e gli stranieri i più colpiti dalla precarietà”

E' la più grande categoria dei lavoratori attivi della Camera del Lavoro perché abbraccia molteplici settori.

Fabrizio Cavalli nuovo segretario di Filcams: “I più giovani e gli stranieri i più colpiti dalla precarietà”
Cronaca Como città, 23 Marzo 2021 ore 15:27

L’assemblea generale della Filcams Cgil di Como ha eletto Fabrizio Cavalli segretario generale della categoria  con 32 voti favorevoli e due astenuti su 34 votanti. Esce di scena Marco Fontana, segretario della categoria negli ultimi 4 anni, in pensione dal 1 aprile. Presenti all’elezione Umberto Colombo, segretario della Cgil di Como, e Antonella Protopapa, segretaria della Filcams Cgil Lombardia.

Fabrizio Cavalli nuovo segretario di Filcams

Quarantasei anni, prima di entrare in Cgil Cavalli ha lavorato come barista, cameriere e aiuto cuoco. Per il sindacato, ha seguito le aziende del legno ed edili per poi passare alle grandi opere, fra cui ospedale Sant’Anna, terza corsia dell’A9 ed entrambi i lotti di Pedemontana. Dal 2016 è in Filcams. “Oggi è la più grande categoria dei lavoratori attivi della Camera del Lavoro, con oltre 6000 iscritti – commenta – ed è anche la più giovane, grazie all’età media bassa dei lavoratori”.

La Filcams rappresenta molti settori: commercio e grande distribuzione, terziario, turismo e ristorazione, vigilanza, multiservizi, lavoro domestico, studi professionali, farmacie, acconciatura ed estetica. La gran parte dei lavoratori rappresentati sono precari, con contratti a termine, stagionali, apprendistato, con un alto tasso di rotazione all’interno dei luoghi di lavoro.

“Nel turismo, oggi fortemente colpito dalla pandemia – continua Cavalli – la stagionalità la fa da padrone e non consente di avere certezze sulla stagione successiva. Questo nonostante le norme cerchino di tutelare i lavoratori, garantendo il diritto di precedenza a coloro che intendono tornare nello stesso posto di lavoro l’anno seguente”. Sempre nel turismo e in particolare nella ristorazione e nei pubblici esercizi, si nota ancora l’abitudine ad assumere i lavoratori per poche ore, salvo poi impegnarli anche oltre le 40 ore. “Anche in questo caso i più giovani sono spesso i più colpiti in quanto più fragili, meno preparati sui diritti e meno esigenti, magari perché vivono ancora in famiglia. Stesso discorso vale per molti lavoratori migranti costretti ad accettare condizioni al di là delle regole. A questo proposito, chiediamo un tavolo di discussione per la stagionalità”.

Negli appalti di ristorazione, pulizie e vigilanza si verifica spesso il meccanismo per cui, per i rinnovi degli appalti, il committente, per risparmiare, fa gare al ribasso con conseguente taglio di ore alle lavoratrici e ai lavoratori interessati. “È una situazione inaccettabile e che ci deve vedere impegnati in una battaglia per un miglioramento legislativo che, oltre a tutelare la salvaguardia dei posti di lavoro, la cosiddetta clausola sociale, garantisca anche le condizioni di lavoro migliori”.

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