L’addio di Facchinetti a chi l’ha cresciuto

Si è spento Luigi Consonni, titolare del ristorante Longoni.

L’addio di Facchinetti a chi l’ha cresciuto
Cronaca 22 Maggio 2017 ore 09:11

L’addio di Facchinetti a chi l’ha cresciuto. Il noto personaggio televisivo, residente a Mariano Comense, ci lascia un ricordo commosso di Luigi Consonni.

L’addio di Facchinetti a chi l’ha cresciuto

Per noi resterai «micidiale» come la cotoletta che servivi tra i tavoli del mitico ristorante «Longoni» di piazza Roma. Se ne è andato un istrione, un pezzo della storia del commercio di Mariano Comense. Un volto familiare, aperto, solare e generoso con tanti concittadini. A 64 anni è scomparso Luigi Consonni. Un infarto lo aveva colpito verso Pasqua e non era più stato dimesso dall’ospedale.
Con i suoi fratelli Carlo e Piero ha gestito per anni il locale di famiglia, dove è cresciuto Francesco Facchinetti.

Il ricordo

«Ero molto legato a Luigi – ci confessa il presentatore tv – Praticamente dai Consonni ho imparato a fare i miei primi caffè all’età di sei anni. Mangiavo sempre cotoletta e patate, oppure il nodino di carne, e le immancabili coppa e mortadella. E poi in quel posto si parlava sempre di calcio e a me piaceva tantissimo».
Il ricordo va a lui: «Sono molto addolorato per la sua scomparsa – ci confessa – così come anche mia mamma Rosaria. Dai Consonni ho trovato una seconda famiglia. Luigi era una persona speciale, con i suoi modi di dire “Cotoletta, cotoletta”, “Bologna, Bologna”, “Tac”…

Poi l’aneddoto

<All’inizio della mia carriera, quando facevo radio, gli ho rubato proprio uno di questi modi di dire: “Vedrai quest’estate”. Ho cominciato a proporlo durante la trasmissione e ha funzionato da apripista per il mio debutto con la “Canzone del Capitano”, che è diventata un tormentone estivo». La memoria corre a momenti felici: « Il ristorante Longoni era il simbolo del nostro paese, un luogo in cui si respirava un’aria molto familiare e che resterà nel cuore a tanti. Resteranno nel cuore soprattutto i Consonni che hanno fatto del bene per moltissimi concittadini. Ora Luigi ha raggiunto i suoi fratelli, dopo la loro scomparsa si sentiva perso e questo malore prematuro se l’è portato via: lui, che aveva sempre vissuto per loro, è come se avesse perso il motivo per restare qui».

Quando chiuse il mitico Longoni

Il 4 novembre 2010 chiudeva per sempre il ristorante Longoni. La proprietà non aveva più rinnovato il contratto d’affitto. Quasi 50 anni di gestione da parte della famiglia Consonni erano stati spazzati via in un attimo.
Via le allegre tovaglie, i tavoli imbanditi di cotolette e le punte di maiale, il buon vino, gli ammazza caffè. Via anche i pensionati impegnati a parlare di calcio e politica, le riunioni ufficiose degli amministratori locali, le cene con il prevosto, i vip di passaggio accolti nel privè, i molti marianesi aiutati in tanti anni anche con un piatto di pasta a gratis. Ma soprattutto a lasciare il passo alla «modernità» che avanzava era stata quell’atmosfera familiare, da bar – trattoria di paese, che il ristorante Longoni aveva saputo salvaguardare in mezzo allo scorrere del tempo, contando su una cucina «micidiale» e su un’umanità dei gestori impareggiabile.
«In un mondo che corre troppo veloce – chiude Facchinetti – Luigi era un baluardo di un modo di vivere che vorrei trasmettere ai miei figli: quello per cui c’è sempre tempo per l’amore verso gli altri».

Laura Mosca

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