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l'operazione a ponte chiasso

Fermata alla dogana di Brogeda con integratori alimentari irregolari del valore di 23mila dollari

La merce aveva compiuto un tortuoso giro dagli USA alla Svizzera, quindi in transito verso l’Italia.

Fermata alla dogana di Brogeda con integratori alimentari irregolari del valore di 23mila dollari
Cronaca Como città, 18 Gennaio 2021 ore 08:35

Fermata alla dogana di Brogeda dalla Guardia di Finanza mentre tentava di passare il confine con integratori alimentari irregolari del valore di 23mila dollari.

Fermata alla dogana di Brogeda con integratori alimentari irregolari

Nei giorni scorsi, al termine dei necessari approfondimenti, Funzionari dell'Agenzia Dogane e Monopoli di Ponte Chiasso e militari della Guardia di Finanza sempre del Gruppo di Ponte Chiasso hanno sequestrato, ai fini della successiva distruzione, una partita di merce costituita da 272 confezioni di integratori e complementi alimentari, del valore di oltre 23mila dollari americani, al termine di una articolata attività di indagine amministrativa. La merce era stata intercettata nel mese di maggio scorso, quando una cittadina di nazionalità italiana ne aveva tentato l’irregolare introduzione nel territorio UE al valico di Brogeda Autostradale senza procedere a dichiararla e senza documentazione di scorta.

Gli accertamenti successivi, che hanno coinvolto sia l’USMAF-SASN di Lombardia-Piemonte-Valle d’Aosta sia l’Ufficio delle Dogane di Milano 3, ciascuno per gli ambiti di rispettiva competenza, hanno consentito di chiarire che la quantità rinvenuta non era compatibile con l’uso personale e che per l’eventuale uso commerciale la merce non era a norma né per registrazione presso il Ministero della Salute né per etichettatura. Inoltre la merce aveva compiuto un tortuoso giro (dagli USA alla Svizzera, quindi in transito verso l’Italia per la successiva rispedizione in Svizzera) prima del definitivo tentativo di introdurla, irregolarmente, in Italia. In relazione all’ammontare dei diritti doganali dovuti (oltre 5mila euro a titolo di dazio e IVA), all’autore dell’illecito è stata inflitta la sanzione di 30mila euro.

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