le dichiarazioni

Fontana non ci sta: “Schiaffo in faccia ai lombardi e alla Lombardia”

Il governatore furioso: "Un modo di comportarsi che la mia gente non merita".

Fontana non ci sta: “Schiaffo in faccia ai lombardi e alla Lombardia”
Como città, 05 Novembre 2020 ore 09:35

“Schiaffo in faccia ai lombardi e alla Lombardia”. A neppure mezz’ora dalla fine della conferenza stampa nella quale il premier Giuseppe Conte ha annunciato che, a partire da venerdì 6 novembre, la Lombardia sarà “zona rossa” e quindi, per almeno due settimane, sarà nuovamente sotto lockdown, il governatore Attilio Fontana ha diffuso una nota in cui esprime tutta la sua rabbia.

“Schiaffo in faccia ai lombardi e alla Lombardia”

“Comunicare ai lombardi e alla Lombardia, all’ora di cena, che la nostra regione è relegata in fascia rossa senza una motivazione valida e credibile non solo è grave, ma inaccettabile. A rendere ancor più incomprensibile questa decisione del Governo sono i dati attraverso i quali viene adottata: informazioni vecchie di dieci giorni che non tengono conto dell’attuale situazione epidemiologica” ha detto furente il Governatore di Regione commentando le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

“Ignorati”

Fontana già  in giornata aveva  dichiarato di non essere d’accordo con le modalità con cui il Governo, attraverso il Ministero della Salute, stava “etichettando” le varie zone d’Italia nelle diverse fasce di rischio che comportano, secondo il nuovo Dpcm, misure più o meno restrittive. A parere del governatore lombardo, infatti, quelle valutazioni sono figlie di dati vecchi di diversi giorni e non della situazione attuale, conseguenza di due settimane di misure più restrittive introdotte dalla sua ordinanza numero 623 (quella che introdusse il coprifuoco).

“Le richieste formulate dalla Regione Lombardia, ieri e oggi, dunque – ha concluso nella sua nota serale Fontana – non sono state neppure prese in considerazione. Uno schiaffo in faccia alla Lombardia e a tutti i lombardi. Un modo di comportarsi che la mia gente non merita”.

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