proseguono le indagini

Greta Spreafico: nuove analisi sui reperti raccolti nella casa di Porto Tolle

Saranno eseguiti il 2 settembre dai Carabinieri del Ris di Parma dove soggiornava la cantante, di cui non si hanno notizie dal 4 giugno 2022

Greta Spreafico: nuove analisi sui reperti raccolti nella casa di Porto Tolle

Greta Spreafico: dopo l’accoglimento dell’istanza di opposizione all’archiviazione del caso sulla sua scomparsa saranno condotte nuove analisi sui reperti, che potrebbero fare luce sulla scomparsa della cantante 53enne di Erba.

Saranno analizzati alcuni oggetti trovati nella casa di Porto Tolle

Il 2 settembre prossimo i carabinieri del Ris di Parma, sezione biologia, eseguiranno analisi irripetibili sui reperti raccolti nella casa di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, dove soggiornava Greta, di cui non si hanno notizie dal 4 giugno 2022. Tra gli oggetti ci sono alcune bottiglie di birra, che saranno sottoposte ad accertamenti per verificare la presenza di tracce biologiche utili agli investigatori.

Lo scorso giugno il Gup del Tribunale di Rovigo aveva accolto la richiesta di opposizione all’archiviazione dell’indagine, presentata dall’avvocato Nunzia Barzan, del foro di Cosenza, coadiuvata dal fratello criminalista Davide Barzan, per conto della madre di Greta, Rosa Maria Camilla Donà. Gli avvocati avevano chiesto di condurre nuove analisi: sulle celle telefoniche delle persone coinvolte, un approfondimento su un conto corrente intestato alla donna e uno sulle immagini dell’ultimo avvistamento in località Barricata a Porto Tolle, ma anche di concentrarsi soprattutto sui momenti immediatamente precedenti la scomparsa, sottolineando «la necessità di approfondire numerosi aspetti che risultano tuttora meritevoli di verifica investigativa». Il giudice aveva consigliato alla Procura di Rovigo di percorrere alcune piste, esortando a procedere all’estrazione del dna sulle bottiglie di birra vuote e i mozziconi di sigaretta ritrovati nell’abitazione di Greta. Ma anche di indagare sull’identità del cadavere di una donna scoperto nel fiume Po il 26 febbraio scorso, per capire se si tratti proprio della cantante erbese.

Il fratello di Greta, Simone Spreafico, ha espresso soddisfazione per queste nuove analisi in arrivo, che potrebbero portare a  un’evoluzione delle indagini sulla scomparsa della cantante.

“Finalmente il 2 settembre ci saranno gli accertamenti sul dna dei mozziconi di sigaretta e delle bottiglie di birra. È l’ultima speranza, perché se decideranno di archiviare questa volta sarà definitivo. Certo è assurdo che ci siano voluti tre riaperture e quattro anni perché si controllasse il dna in casa di Greta e solo dopo tante richieste da parte nostra”.