il punto della situazione

I bagni di via Vittorio Emanuele riaprono ma senza i tanto amati custodi

Da febbraio bloccate le Borse Lavoro e il Comune ora ha aperto una gara europea per un affidamento biennale del servizio.

I bagni di via Vittorio Emanuele riaprono ma senza i tanto amati custodi
Como città, 29 Settembre 2020 ore 10:47

I bagni di via Vittorio Emanuele riaprono ma senza i tanto amati custodi.

I bagni di via Vittorio Emanuele riaprono ma senza i tanto amati custodi

Palazzo Cernezzi ha annunciato che “da giovedì 1 ottobre 2020 saranno riaperti i bagni del parco in via Vittorio Emanuele, un servizio molto richiesto dall’utenza. L’apertura, che seguirà l’orario invernale (tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 18), sarà preceduta da una sanificazione mercoledì mattina”.

L’ennesima riapertura, oseremmo dire. Era infatti giugno 2018 quando l’allora assessore ai Servizi Sociali Alessandra Locatelli (oggi deputata del Carroccio) inaugurava un funzionale accordo: bagni riaperti e custoditi da persone svantaggiate che hanno bisogno di reinserirsi nel mondo del lavoro. Un accordo stretto con la Cooperativa Il Seme che all’epoca gestiva anche i servizi di via Sirtori.

Il sistema venne accolto con gioia anche dai fruitori dei servizi, le mamme e i bimbi che frequentano il parcogiochi, certi in questo modo di avere sempre bagni puliti e funzionanti. Poi la scadenza della borsa lavoro e il mancato rinnovo dell’accordo: i custodi erano rimasto solo per aprire e chiudere i cancelli. E infine la nuova chiusura dei bagni pubblici, con buona pace di chi è in città e non vuole continuare a bere caffè al bar per poter usufruire di una toilette.

Da questa settimana i bagni riaprono ma senza i custodi, malgrado a febbraio (prima del Covid) l’assessore ai Servizi Sociali Angela Corengia ne avesse assicurato il ritorno a breve. Il Comune di Como, il 2 settembre scorso, ha pubblicato un bando di gara europeo dal valore di 1milione e 300mila euro oltre Iva per appaltare la custodia e la pulizia diurna di alcuni bagni pubblici comunali attraverso il lavoro di persone svantaggiate per due anni. L’esito però si conoscerà solo a metà ottobre.

“E’ grave che il sistema Borse Lavoro sia fermo da febbraio, l’ho già fatto presente anche in consiglio comunale – ha commentato il consigliere di Civitas Bruno Magatti – Non va bene perché ci sono persone che vivono di questo sostegno e che, complice la crisi del Covid, sono in grossa difficoltà. Non è solo una problematica legata al servizio della custodia dei bagni, si tratta di una paralisi generalizzata del sistema Borse Lavoro”.

Stephanie Barone

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