Il Circolo Ilaria Alpi lancia un appello sull’inquinamento in Provincia: “Serve il blocco delle auto”

Il livello d'inquinamento è in costante aumento e questo provoca serie ripercussioni sulla salute della popolazione; l'appello del Presidente Roberto Fumagalli ai Sindaci.

Il Circolo Ilaria Alpi lancia un appello sull’inquinamento in Provincia: “Serve il blocco delle auto”
Como città, 16 Gennaio 2020 ore 10:45

Inquinamento atmosferico, smog e polveri sottili sono purtroppo sempre più in aumento a Como e in Provincia, con gravi ripercussioni sulla salute della popolazione; per questo motivo e dopo le rilevazioni degli ultimi giorni, il Circolo Ilaria Alpi, nella persona del suo Presidente Roberto Fumagalli, ha deciso di lanciare un appello ai Sindaci affinchè intervengano prontamente.

Il Circolo Ilaria Alpi lancia un’appello sull’inquinamento

Le misurazioni effettuate in Provincia negli scorsi giorni hanno evidenziato dati allarmanti: “A Como la centralina ARPA ha misurato ben 70 microgrammi/mc di PM10, dopo i 67 di lunedì, pertanto ben oltre il limite di legge di 50 microgrammi (a Cantù ieri 70, lunedì 57; a Erba ieri 61, lunedì 52)” commenta Roberto Fumagalli, Presidente del Circolo.

Indipendentemente dalle misurazioni, occorre prendere da subito provvedimenti per contenere l’inquinamento.

“A partire dai centri più grandi, Como, Cantù e Erba, chiediamo provvedimenti urgenti per la qualità dell’aria in città:
limitazione del traffico in centro, riscaldamenti a meno di 19°C per gli edifici pubblici e privati. Ma soprattutto chiediamo di ripensare l’intera mobilità nelle città” .

Ripercussioni per la nostra salute

Livelli così alti di inquinamento non causano danni soltanto all’ambiente e all’aria, ma anche e soprattutto alla salute della popolazione. Sempre più persone accusano difficoltà nel respirare e negli ospedali di Como è allarme ricoveri per patologie respiratorie legate soprattutto all’inquinamento dell’aria.

Accorgimenti per il breve e medio-lungo termine

E’ possibile invertire la rotta con provvedimenti sia nel breve periodo – come limitare il traffico degli autoveicoli, in particolare per i diesel, e contenere il riscaldamento degli edifici a non più di 19°C – sia per il medio-lungo termine;

“azioni di medio-lungo periodo, ovvero quelle in grado di incidere sulla mobilità, limitando in maniera permanente il traffico dei mezzi privati (auto e camion), soprattutto nei centri storici, e poi l’incentivazione per l’uso di fonti energetiche pulite, passando dai combustibili fossili alle rinnovabili: fotovoltaico e solare termico, pompe di calore. Solo così si riuscirà a migliorare la qualità dell’aria del nostro territorio” conclude Roberto Fumagalli.

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