l'allarme

Il consigliere regionale Orsenigo (Pd): “A Como mancano 39 medici di famiglia”

"Seconda ondata? Dobbiamo fare il possibile per rafforzare la sanità di territorio a partire dal rilancio delle strutture ospedaliere sottoutilizzate in primis il vecchio Ospedale Sant'Anna".

Il consigliere regionale Orsenigo (Pd): “A Como mancano 39 medici di famiglia”
Como città, 02 Novembre 2020 ore 16:21

Nell’Ats dell’Insubria la mancanza di medici di famiglia è ormai emergenza. Al 1 settembre scorso i medici in servizio erano 902, a mancare all’appello erano ben 71, 39 dei quali sul territorio della provincia di Como. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo che spiega: “L’Ats dell’Insubria registra una carenza davvero pesante: mancano 71 medici di base a fronte dei 59 di Bergamo, dei 54 di Brescia e dei 55 della Brianza. I pochi medici di famiglia presenti devono assistere in media 1400 pazienti senza poter contare su alcun sostegno dell’Ats. Sono il primo argine al diffondersi dell’epidemia ma sono lasciati soli”.

Il consigliere regionale Orsenigo (Pd): “A Como mancano 39 medici di famiglia”

“Denunciamo da anni la mancanza di medici di famiglia. Più volte abbiamo chiesto di aumentare il numero delle Borse di studio a loro destinate dalla Regione. Qualcosa abbiamo ottenuto, ma non è stato fatto abbastanza. Ora più che mai la necessità è stanziare risorse per dare incentivi ai neo laureati affinché si specializzino in medicina generale e destinare loro spazi per aprire nuovi ambulatori. Regione Lombardia deve attivare anche delle strutture analoghe alle Case della Salute, presidi che riuniscono ambulatori di medicina generale e specialistici indispensabili a garantire la presa in carico a casa dei pazienti. Ma non solo: dobbiamo fare il possibile per rafforzare la sanità di territorio a partire dal rilancio delle strutture ospedaliere sottoutilizzate in primis il vecchio Ospedale Sant’Anna che va portato a pieno regime per fare fronte alla crescente pressione sui poli ospedalieri della provincia”, spiega il consigliere comasco.

Il vecchio Sant’Anna

“Per la Lombardia si sta aprendo sempre più velocemente l’ipotesi dello Scenario 4, come stabilito dall’Istituto Superiore di Sanità. Questo scenario prevede un’incidenza dei casi e gravità cliniche elevata, con pressione sostenuta per i dipartimenti di prevenzione e i servizi assistenziali. Il vecchio Sant’Anna può e deve essere una risorsa in più nella lotta al Coronavirus come ha già dimostrato offrendo gli spazi necessari per il gran numero di tamponi fatti nelle scorse settimane. Ma possiamo fare di più. Torno a proporre di ospitare i pazienti sub-acuti e chi non può passare una quarantena sicura al proprio domicilio nelle stanze recuperate la scorsa primavera ma mai portate a pieno potenziale. Il presidente del Consiglio Conte giusto questa mattina ha posto l’attenzione sulla necessità di allestire strutture per la quarantena in hotel messi a disposizione con questo scopo ma Como può già contare sul polo di via Napoleona prima di dover attuare questa misura. Ora che possiamo e dobbiamo innalzare un’ulteriore barriera per proteggere Como dalla seconda ondata è tempo di agire”.

Le criticità del sistema sanitario regionale e, in particolare, la necessità di impiegare modelli di previsione delle curve di contagio per programmare la risposta ospedaliera e sanitaria al Covid-19 sarà il tema del secondo appuntamento in streaming degli Stati Generali della Sanità, questo mercoledì, 4 novembre, alle 20.30. Tra gli ospiti, Davide Tosi, ricercatore del dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell’università dell’Insubria, Licia Iacoviello, professoressa di Igiene e Sanità Pubblica e Direttore del Centro Ricerche in Epidemiologia e Medicina preventiva, Università dell’Insubria, insieme ai consiglieri regionali del Partito Democratico in commissione sanità moderati da Paolo Furgoni, medico di Asst Lariana e consigliere provinciale.

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