Ponte Lambro, la situazione a Lezza divide e il parroco minaccia la mancata realizzazione della festa a causa della diatriba tra Pro loco e Comune.
Diatriba tra Comune e Pro loco
“Non voglio entrare nel merito delle due posizioni ma o si arriva a un accordo o io la Festa di Lezza non la faccio. La Madonna in mezzo a un pollaio non la posso far scendere”.
Non usa mezzi termini il parroco, don Stefano Dolci, che con la sua solita franchezza si smarca dalle vicende che vedono contrapposti Amministrazione comunale da una parte e Pro loco dall’altra. Nel mezzo – motivo del contendere – la tradizionale festa della Madonna di Lezza che negli ultimi anni veniva organizzata dall’associazione pontelambrese presieduta da Daniela Sanfelice. Quest’anno, però, l’Amministrazione comunale ha preso tra le sue mani le redini dell’organizzazione, muovendosi con una manifestazione di interesse a cui tutte le realtà del terzo settore possono aderire. Il tutto, però, quando ormai la Pro loco si era già messa in pista con la pianificazione dell’evento.
Parla don Stefano
E’ lo stesso parroco a spiegarlo:
“Sia chiaro: non prendo posizione né a favore di uno né dell’altro. Con la Pro loco, però, c’erano già degli accordi e questo intervento a gamba tesa da parte del Comune non me lo spiego. Ho sempre avuto a che fare con persone di buon senso, ma quando si arriva a questo punto forse mi vien da pensare ci siano di mezzo personalismi”.
Don Stefano entra nel merito dell’organizzazione:
“E’ scontato ormai, visto che da anni accade, che sia la Pro loco a prendersi carico della Festa di Lezza. Storicamente si tiene la terza domenica di settembre, con una parte religiosa e una parte ludica. Una data che la fa coincidere però con la vicina Festa delle capre di Caslino, un evento che ha molto successo e la cui concomitanza è fallimentare per il nostro appuntamento. Per questo da due anni abbiamo deciso di separare la parte religiosa da quella ludica, lasciando la prima con la sua storica data alla terza domenica di settembre e spostando la seconda alla quarta domenica di settembre”.
Era tutto pianificato
Ed era già tutto pianificato anche per l’edizione 2026:
“Quest’anno con il presidente della Pro loco avevamo deciso di affiancare alla parte ludica un “triduo” di eventi culturali, così da ricalcare ciò che avviene per la parte religiosa con un “triduo di preparazione” in preghiera. Si era perciò pensato a tre appuntamenti: la presentazione del libro su Lezza scritto da Gianni Fumagalli, un concerto dei Brianzoli e un concerto del corpo musicale “Cavalier Masciadri”. Questo finché l’Amministrazione non ha avocato a sé l’organizzazione in modo arbitrario”.
“Non so cosa fare”
Una situazione che imbarazza molto don Stefano:
“Non so cosa fare, perché non voglio sembrare amico dell’uno o dell’altro, ma nel nostro paese siamo in “quattro gatti” e mi sembra assurdo dover litigare tra noi per queste cose. Ci si deve muovere per il bene della comunità e se la Festa di Lezza deve essere motivo di scontro io non ci sto. L’ho detto anche ai fedeli domenica scorsa durante la messa: o le parti trovano un accordo tra loro o la Festa la sospendo. Con questo clima non me la sento e d’altra parte la Madonna in mezzo a questo pollaio non posso farla scendere. Non possiamo farci coinvolgere, come parrocchia, in questa situazione. Ho invitato i miei parrocchiani alla preghiera, affinché si arrivi a una soluzione di buon senso”.
Una presa di posizione che è soprattutto voglia di stimolare le parti a pensare al bene del paese:
“In un clima di conflitto non ha senso fare festa e coinvolgere la Madonna con queste premesse. Spero lo capiscano”, chiude il sacerdote.