Cronaca
La lettera

Il presidente dell’associazione Vinarius scrive a Conte: "Lo stop all'asporto di bevande dopo le 18 discrimina il settore"

Il presidente dell’associazione delle Enoteche italiane, firma una lettera aperta per il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

Il presidente dell’associazione Vinarius scrive a Conte: "Lo stop all'asporto di bevande dopo le 18 discrimina il settore"
Cronaca Canturino, 16 Gennaio 2021 ore 16:36

A fronte della pubblicazione del nuovo Dpcm entrato in vigore oggi, 16 gennaio 2021, Andrea Terraneo, presidente di Vinarius, l’associazione delle Enoteche italiane, firma una lettera aperta per il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e il Ministro della Salute Roberto Speranza.

Il presidente dell’associazione Vinarius scrive a Conte: "Lo stop all'asporto di bevande discrimina il settore"

"Il decreto - spiega il canturino Terraneo - vieta espressamente la vendita per asporto di qualsiasi bevanda alcolica o analcolica da parte di tutti i negozi specializzati con codici ATECO 47.25 dalle ore 18 lasciando invece libertà di vendita di tali bevande in tutti gli altri negozi commerciali. Comprendiamo il momento di forte difficoltà che sta attraversando il nostro Paese a causa della pandemia e il carattere di urgenza con cui vengono prese le relative decisioni incorrendo in possibili errori nella redazione dei codici ATECO, ma chiediamo al Presidente del Consiglio un chiarimento in merito affinché venga cancellata questa norma che discrimina attività e operatori professionali appartenenti al settore del commercio di bevande alcoliche. La preoccupazione deriva dal fatto inibire l’apertura dopo le 18 toglie all’enoteca il 30% del fatturato giornaliero in un quadro economico generale che ci vede già penalizzati. Aiutateci a condividere questo messaggio, facciamo squadra e cerchiamo di superare insieme questa fase drammatica per il nostro settore".

La lettera integrale

"Signor Presidente,
in qualità di Presidente di Vinarius, l’Associazione delle Enoteche Italiane, Le scrivo per porre alla Sua attenzione quella che con ogni probabilità si è trattato di un errore dettato dal carattere di urgenza con cui è stato redatto il nuovo DPCM entrato oggi in vigore. Il decreto infatti vieta espressamente la vendita per asporto di qualsiasi bevanda alcolica e analcolica da parte di tutti i negozi specializzati con codici ATECO 47.25 dalle ore 18, lasciando invece libertà di vendita di tali bevande a tutti gli altri negozi commerciali. Comprendiamo il momento di forte difficoltà che sta attraversando il nostro Paese a causa della pandemia e il complesso contesto con cui vengono prese le relative decisioni incorrendo in possibili errori nella indicazione dei codici ATECO, ma chiediamo un sollecito chiarimento in merito affinché non vengano discriminati attività e operatori professionali appartenenti al settore del commercio di bevande alcoliche. Non comprendiamo infatti il criterio utilizzato dal nuovo DPCM su questo tema, che non inserisce nel divieto di vendita per asporto dopo le ore 18 anche tutte quelle attività previste dal codice ATECO 47.1 e relativi sottogruppi che comunque commerciano prevalentemente in bevande e alimentari. La preoccupazione deriva dal fatto che inibire l’apertura dopo le 18 toglie all’enoteca il 30% del fatturato giornaliero in un quadro economico generale che ci vede già penalizzati.

Appare evidente, Signor Presidente, che lo spirito che anima tale divieto non è demonizzatorio nei confronti delle bevande alcoliche in sè ma è invece quello sanitario volto a evitare assembramenti, fattore di primaria importanza per tutti noi in questo difficile momento. Non comprendiamo però il motivo per cui viene impedito a centinaia di enoteche sparse sul territorio nazionale di operare lasciando invece libertà di farlo alla grande distribuzione organizzata incorrendo maggiormente nel rischio di assembramenti. Le chiediamo pertanto la cancellazione di questa misura affinché non vengano penalizzate tutte quelle attività comprese nel divieto che stanno operando da mesi con massimo rigore e attenzione alla tutela della clientela e nel rispetto delle normative. Siamo certi, Signor Presidente che le ragioni da noi esposte possano portare ad un pronto accoglimento della nostra richiesta basandosi essa stessa su criteri di ragionevolezza e coerenza con lo spirito di tutela della salute pubblica e di salvaguardia delle attività commerciali che stanno a cuore a tutti quanti noi.

La ringrazio, signor Presidente, per il tempo dedicato a questa lettera e certo di un favorevole accoglimento della richiesta Le invio i sensi della mia sincera considerazione.

Cordialmente
Andrea Terraneo
Presidente".

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