Olgiate Comasco

Il sindaco scrive al presidente Conte, grido d’aiuto per i commercianti di vicinato

Il primo cittadino social tagga le massime cariche: "No lockdown".

Il sindaco scrive al presidente Conte, grido d’aiuto per i commercianti di vicinato
Olgiate, 21 Ottobre 2020 ore 09:43

Il sindaco scrive a Giuseppe Conte, al ministro della Salute Roberto Speranza e al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana: appello per non affossare i commercianti di vicinato.

Il sindaco si appella al Governo e alla Regione

Un tempo si prendevano carta e penna, s’imbustavano desiderata e sfoghi e li si indirizzava a chi potesse risolvere problemi. Oggi la strada è più corta: una tastiera, fosse anche quella di uno smartphone, una manciata di tag, tra cui quelli che rimandano appunto a Conte, Speranza e Fontana, e via libera a un accorato appello in difesa dei commercianti di Olgiate Comasco. Simone Moretti è certamente un primo cittadino social, attivissimo – sia come amministratore che nelle vesti di chef-blogger – e quindi ha deciso di convertire in un lungo post su Facebook pensieri e parole che accomunano gli esercenti olgiatesi alle prese col timore di un nuovo lockdown. Sarebbe la mazzata definitiva sul presente e sul futuro di parecchi negozi.

La lettera-appello

“Chi si rivolge idealmente a Voi è un Sindaco di un Comune di 11.600 abitanti in provincia di Como, Olgiate Comasco, che si fa umile portavoce delle attività commerciali presenti nella sua Città affinchè le misure previste e programmate non siano penalizzanti ma il più possibile equilibrate, di buon senso e soprattutto tarate sulle diverse realtà, lasciando anche ai Sindaci la possibilità di intervenire”. Ecco l’incipit della lettera-appello del sindaco Moretti. Che affida in toto al presidente del Consiglio, al ministro della Salute e al presidente della Regione, preoccupazioni, sconforto e necessità di aiuti da parte degli esercenti olgiatesi. “Fin dallo scorso mese di marzo c’è stato un costante, continuo contatto e confronto con i negozi e le attività della Città che ho l’onore di amministrare, affrontando tutti assieme la prima parte dell’emergenza sanitaria anche grazie al coinvolgimento diretto della nostra Commissione Comunale al Commercio e Attività Produttive ed alle Associazioni di Categoria ( Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e Confartigianato), che non smetterà mai di ringraziare. E’ stato quanto mai importante avere un filo diretto di comunicazioni per poter trasmettere in tempo reale, di sabato e di domenica, anche a tarda serata tutte le direttive, le ordinanze, i Dpcm così da essere sempre informati sulle misure da prendere, sui comportamenti da tenere, sui rischi che si correvano…fino a quando è scoccata l’ora del lockdown.
Ansia, sconforto e paura di non poter ricominciare sono stati i sentimenti che hanno caratterizzato la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, assolutamente comprensibili e derivanti dal blocco del proprio lavoro e della propria attività, che si sono riversate sulla serenità del nucleo famigliare.
Mai a onor del vero i nostri imprerenditori  si sono persi d’animo davanti alle difficoltà e appena è stato possibile riaprire si sono ritirati indietro le maniche ed hanno adeguato le proprie attività, i propri centri e studi professionali alle stringenti normative sanitarie prescritte dal Ministero della Salute e dal Cts”.

Le garanzie del rispetto delle regole

Moretti continua sottolineando gli sforzi di una categoria che sta facendo i conti con difficoltà mai incontrate prima d’ora. “Separatori in plexiglass e mascherine, disinfettanti e cartellonistica, tavolini distanziati e ozonizzatori, gel per le mani e termometri a infrarossi, igienizzanti, lavaggi con candeggina e alcol, lampade germicida e strumenti a vapore….questi sono solo alcuni dei dispositivi che ognuno di loro nel corso degli ultimi mesi ha acquistato e continua a fare tutt’ora nel rispetto della propria salute e della salute dei loro clienti. Le attività commerciali hanno riaperto con tanti dubbi, alcune sono state subito sanzionate per il mancato rispetto di norme a volte di difficile interpretazioni o che lasciavano un alone di discrezionalità, hanno accettato riduzioni di posti, limitazioni orarie, Dpi da indossare che hanno reso anche difficoltoso il proprio lavoro, ma tutte l’hanno fatto e continuano a farlo. Il lavoro è fondamentale, ogni lavoro è fondamentale ed ogni settore merceologico e produttivo ha una sua dignità e non deve essere mai messo in discussione dividendo i commercianti in “necessari” e “superflui”. Dalla palestra al centro estetico, dalle piscine ai centri sportivi, dal parrucchiere al bar, dall’ottico alla pasticceria, passando per i negozi di abbigliamento ai fotografi, dai panettieri ai massaggiatori, dalle piadinerie alle birrerie, dai consorzi agrari ai ristoranti, dalle gelaterie alle pizzerie, tutte e dico tutte le attività presenti a Olgiate Comasco dalla riapertura a oggi stanno rispettando in maniera rigorosa le regole”.

La raccolta delle fotografie che dimostrano i sacrifici dei commercianti

“Per dimostrare che quanto scritto non è frutto di una difesa d’ufficio del pubblico amministratore verso i suoi concittadini (che farei in ogni caso e più che volentieri), ho chiesto alle attività che volessero testimoniarlo di inviarmi uno o più fotografie di quanto fatto e quali sono i dispositivi che oggi si trovano nei negozi e dai professionisti di Olgiate Comasco a tutela della salute. Le foto stanno a dimostrare che di sacrifici ne sono stati fatti tantissimi, anche e soprattutto a livello economico, a cui si sono aggiunti la riduzione drastica della clientela, del numero dei tavoli, del numero degli ingressi. Se si aggiungesse un nuovo blocco parziale o totale…questo fatto potrebbe rappresentare la chiusura definitiva di attività di vicinato e realtà imprenditoriali che rappresentano la vita di ogni centro abitato”.

No secco al lockdown

Eccoci all’appello più accorato: no lockdown, né totale, né parziale. “La richiesta e l’appello che si leva da Olgiate Comasco ma che potrebbe levarsi da uno qualsiasi degli 8.000 Comuni italiani è quello di valutare con attenzione, buon senso, raziocinio ed un forte senso di responsabilità qualsiasi azione o provvedimento da mettere in campo per preservare da una parte la salute pubblica e contenere il numero dei contagi in ascesa, dall’altra consentire alle attività di avere la possibilità di continuare a lavorare, anche rimodulando orari e abitudini con lo stesso obiettivo di Non mettere a rischio la propria salute e quella dei loro clienti. I pubblici amministratori, a tutti i livelli ma soprattutto coloro i quali occupano le posizioni di vertice e che hanno il compito di decidere, devono avere a cuore la vita dei loro concittadini e devono adoperarsi affinchè venga mantenuto l’equilibrio di tutte le Comunità, dalle più grandi alle più piccole. Confidando in provvedimenti misurati a quanto scritto sopra, con una mano sul cuore vi faccio un sincero in bocca al lupo per gestire al meglio anche questa difficile seconda fase della pandemia e mi auguro che vengano prese le decisioni migliori per tutti”.
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