STORIE SOTTO L'OMBRELLONE

Il suo cuore si è fermato: “A un passo dal paradiso, mi hanno mandato indietro”

Il Giornale di Cantù regala ai lettori di Giornaledicomo.it le più belle storie raccontate nel corso del 2020 sulle pagine del nostro settimanale. Una piacevole lettura sotto l'ombrellone.

Il suo cuore si è fermato: “A un passo dal paradiso, mi hanno mandato indietro”
Canturino, 18 Agosto 2020 ore 10:30

La sua vita è rimasta appesa a un filo, quando il suo cuore per poco non lo ha tradito martedì. L’infarto poteva essergli fatale se l’intervento dei sanitari non fosse stato tempestivo. Dal letto del reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Desio Gianni Zangirolami, 55 anni, ora sorride con il pollice in su. Rimane ricoverato e non abbiamo potuto raggiungerlo telefonicamente. Con qualche messaggio scritto attraverso WhatsApp ci ha comunque rassicurato circa le sue condizioni, che rimangono stabili.

Il suo cuore si è fermato: “A un passo dal paradiso, mi hanno mandato indietro”

Lo ha fatto anche attraverso la sua pagina Facebook, in un breve messaggio diretto a tutti i suoi amici e conoscenti. «Ciao amici oggi niente allenamento, il mio cuore ️si è fermato e ho dovuto cambiare i programmi. Sono arrivato alle porte del paradiso, ma mi hanno detto di tornare indietro perché amo troppo la vita. Grazie a tutti per l’affetto che mi avete dimostrato. A presto El Giuanin». Zangirolami è un volto noto in città soprattutto per il suo lavoro, dal momento che lavora all’interno dell’agenzia turistica ubicata in piazza Garibaldi a Cantù. Ma la sua autentica passione è sempre stato il ciclismo, che ha iniziato a praticare all’età di 6 anni, quando gli è stata regalata la prima bicicletta da corsa. Se oggi pratica questo sport amatorialmente, il suo percorso agonistico lo ha visto prima nel settore giovanile della V.C. Muggio, quindi nel Biassono nella categoria Juniores, poi ancora tra i dilettanti nella Lambrusco Giacobazzi di Modena, dove il suo sogno di passare tra i professionisti svanì improvvisamente per un problema di sponsor.

Il canturino è rimasto comunque nell’ambiente delle corse ciclistiche: per 10 anni, dal 1986 al 1996 ha fatto parte dell’Ammiraglia tra Ariostea e M&G Technogym.
Dopo una pausa di alcuni anni, dove ha continuato a macinare chilometri in sella alla sua bicicletta, ha avuto l’occasione nel 2018 di entrare nell’ambiente professionistico in qualità di ispettore di percorso per conto di Rcs Sport Ciclismo. Nella scorsa stagione ciclistica ha così seguito numerose gare, tra le quali le Strade Bianche in Toscana, la Tirreno Adriatico, la Milano Sanremo, il Giro di Sicilia, il Giro d’Italia, la Milano Torino, il Giro del Piemonte e il Giro di Lombardia.
Quest’anno, a fine febbraio, ha ricoperto l’incarico di ispettore alla Uae Tour, che si corre negli Emirati Arabi. Qui si è trovato ad affrontare l’emergenza coronavirus, che ha travolto la manifestazione sino alla sua sospensione. A seguito del timore del contagio da parte degli organizzatori, è stato bloccato nella sua camera d’albergo per tre giorni, sino a quando la situazione si è sbloccata, anche grazie all’intervento del Governo italiano.

(Giornale di Cantù, sabato 30 maggio 2020)

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