Sei comuni contro le mafie

Il virus non ferma le mafie. Parla il magistrato: “Più forti anche nella crisi”

La dottoressa Alessandra Dolci è intervenuta nella videoconferenza "Lotta alle mafie - L'antimafia in provincia di Como nell'era Covid"

Il virus non ferma le mafie. Parla il magistrato: “Più forti anche nella crisi”
Marianese, 05 Novembre 2020 ore 09:40

“Le mafie prendono più forza anche in questo momento di crisi causata dal Covid”: queste le parole del magistrato Alessandra Dolci, responsabile della DDA di Milano, nel corso del webinar del 3 novembre, dal titolo “Lotta alle mafie – L’antimafia in provincia di Como nell’era Covid”. La videoconferenza, a cui più di 200 utenti hanno partecipato, è stata organizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e dall’Arci di Como.

Covid, mafie sempre più presenti sul territorio

Nel corso del dibattito, moderato dalla giornalista Paola Pioppi de “Il Giorno”, la dottoressa Dolci ha sottolineato come la presenza sul territorio della criminalità organizzata, e in particolare della ‘ndrangheta, abbia continuato a rafforzarsi anche in questo periodo di emergenza, a cominciare da settori specifici quali la fornitura di presidi sanitari e i servizi di pompe funebri.

Questo rende evidente la capillarità con cui le mafie si sono infiltrate in ogni settore dell’economia legale e illegale, dai pubblici esercizi (bar, ristoranti, video-lottery, ecc.) fino agli appalti e subappalti pubblici, come nel caso di forniture o movimento terra.

Ecomafie: quando i rifiuti fruttano più delle droghe

Ad una domanda di Roberto Fumagalli (di “Ilaria Alpi”) relativa alle ecomafie e ai traffici illeciti di rifiuti, il magistrato ha puntualizzato come questo ambito permetta alla criminalità organizzata di ottenere elevati profitti, anche superiori rispetto al traffico di droga. In particolare, secondo la dottoressa Dolci il settore rifiuti avrebbe bisogno di maggiori controlli, soprattutto per quanto concerne i capannoni dismessi, spesso riempiti di immondizia. Sarebbe inoltre necessario un inasprimento delle pene, oggi troppo blande, per i reati ambientali.

A seguito dei roghi di rifiuti, la Magistratura ha censito nella nostra regioni migliaia di siti a rischio.

Mafie e ambiente: cosa fare?

In conclusione, dalla videoconferenza è emersa in modo lampante la necessità di convogliare maggiore attenzione rispetto alla prevenzione del fenomeno mafioso, attraverso azioni sinergiche di cittadini, associazioni, istituzioni, oltre che ovviamente la Magistratura.

Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e l’Arci di Como si dicono soddisfatti delle informazioni e delle riflessioni affiorante nel corso del webinar. All’evento hanno partecipato molti sindaci e assessori del territorio, anche alla luce dell’adesione all’iniziativa dei comuni di Alzate Brianza, Cabiate, Carugo, Inverigo, Lurago d’Erba e Mariano Comense.

Martina Sangalli

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