Incendio Como: il dramma di una famiglia distrutta. FOTO

Con la morte della piccola ricoverata al Buzzi si spegne anche l'ultima speranza su un dramma familiare troppo grande.

Incendio Como: il dramma di una famiglia distrutta. FOTO
Cronaca 21 Ottobre 2017 ore 16:15

Incendio Como: il dramma della famiglia comasca dopo la morte anche della quarta figlia.

Incendio Como: nessun sopravvissuto

E' sopraggiunta nella tarda serata di ieri la notizia che anche la piccola sopravvissuta dell'incendio di Como. Era stata trasportata al Buzzi di Milano ma non ce l'ha fatta. Nel suo folle gesto, Faycal Haitot di 49 anni, non solo si è tolto la vita ma l'ha strappata ai suoi quattro figli di 3, 5, 7 e 11 anni: Saphiria Sahar, Soraya, Sophia e Siff. Un gesto maturato forse perché la famiglia viveva in un contesto sociale di grave disagio ma che - a detta dei molti che cercavano di stare al fianco di questo nucleo in difficoltà - non era abbandonata.

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La situazione degli ultimi mesi

Come è ormai noto la famiglia era seguita da diverso tempo dai servizi sociali di Como. Il percorso di tutela era iniziato nel 2014 quando era stato attivato l'housing sociale in seguito a uno sfratto che aveva interessato il nucleo familiare. A questo si erano aggiunte anche altre misure che i Servizi sociali mettono a disposizione per le situazioni di disagio economico.

La crisi è però sopraggiunta nella primavera 2017. A seguito di intervenute problematiche all'interno del nucleo familiare, è stato attivato anche il servizio di tutela minori. La madre infatti era stata ricoverata in una struttura sanitaria. Il Comune aveva quindi messo a disposizione i supporti necessari all'assistenza scolastica per agevolare la frequenza dei minori, quali la mensa gratuita e i servizi di diurnato pomeridiano.

Visto il disagio economico della famiglia, il Comune aveva anche messo a disposizione l'alloggio in via per San Fermo con affitto e utenze a proprio carico. La crisi si è però acuita nel settembre 2017 quando i bambini non sono più tornati a scuola. Il padre avrebbe quindi iniziato a rifiutare gli interventi proposti dai servizi sociali comaschi.

In seguito alle segnalazioni arrivate anche dalla scuola, i servizi sociali avrebbero convocato più volte il padre senza che questi si presentasse. E' stato a quel punto che sono stati attivati dei percorsi diretti a individuare le azioni più opportune, in tutte le sedi, per la tutela dei minori. Una situazione tale che, forse, ha messo in allarme l'uomo che temeva di perdere i suoi bambini.

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Il commento dell'assessore ai servizi sociali

"Non ritengo che la famiglia fosse abbandonata anzi, analizzando i passi fatti in questi anni dai servizi sociali, si trovava in una situazione protetta. Oltre ai servizi di tutela messi a disposizione dal Comune, erano supportati da diverse associazioni come la Caritas, le parrocchie e il banco alimentare e da una rete di volontari - commenta l'assessore e vicesindaco Alessandra Locatelli - In questo momento nè io nè il sindaco riusciamo ad essere distaccati da questa tragedia e tanto meno lo sono gli operatori che hanno conosciuto e seguito questa famiglia. E' un'esperienza tremenda per tutti e dobbiamo lavorare anche per stare vicino a loro. E' importante ricostruire quello che è stato fatto di buono e con pazienza continuare a lavorare sulle tante famiglie in difficoltà".

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