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Infortuni da Covid-19: nel Comasco da inizio pandemia 800 denunce

I dati Inail regionali resi noti nelle ultime ore mostrano una fotografia dettagliata dei lavoratori colpiti dal virus da inizio pandemia al 31 agosto.

Infortuni da Covid-19: nel Comasco da inizio pandemia 800 denunce
Como città, 22 Settembre 2020 ore 12:57

Infortuni da Covid-19: nel Comasco da inizio pandemia 800 denunce. Tre purtroppo con esito mortale.

Infortuni da Covid-19: nel Comasco da inizio pandemia 800 denunce

Sono 800, in provincia di Como, le denunce di infortunio sul lavoro da Covid presentate da inizio pandemia al 31 agosto 2020. In base ai dati Inail regionali resi noti nelle ultime ore, 587 riguardano donne, mentre 213 persone di sesso maschile.

I dati suddividono anche i casi in base alla fascia d’età: nel Comasco la maggior parte delle denunce di infortunio da Covid riguardano la fascia d’età compresa tra i 50 e i 65 anni (331 casi), segue la fascia 35/49 anni (323 casi) e la fascia 18/34 anni (132 denunce). Più rare le denunce nella fascia più anziana della popolazione: nella nostra provincia, oltre i 64 anni, si registrano solo 14 casi.

I decessi

Degli 800 casi di infortunio segnalati in Brianza, tre purtroppo hanno avuto esito mortale. In Lombardia sono stati 129, in Italia 303.

I decessi riguardano, a livello nazionale, per quasi 1/3 il personale sanitario e assistenziale (medici, infermieri, operatori socio sanitari, operatori socio assistenziali) ma rientrano nel triste conteggio anche impiegati, conducenti professionali e addetti alle vendite.

Uno sguardo generale

Rispetto alla data di rilevazione del 31 luglio, sottolinea l’Inail, le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono aumentate, a livello nazionale, di 182 casi (53 avvenuti ad agosto, i restanti riconducibili a mesi precedenti), di cui 8 per eventi mortali (1 decesso ad agosto).

Le professioni più coinvolte

Le professioni più coinvolte sono ovviamente quelle sanitarie:
– tra i tecnici della salute l’80,2% sono infermieri;
– tra le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali il 99,0% sono operatori socio sanitari;
– tra i medici, la metà è rappresentata da generici, internisti, cardiologi, anestesisti-rianimatori e chirurghi;
– tra le professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati il 90,5% sono operatori socio assistenziali;
– tra il personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari il 54,0% sono ausiliari ospedalieri mentre il 37,8% sono ausiliari sanitari portantini.

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