La sentenza

Insubria, guerra tra Rettore e vice: arriva l'archiviazione di tutti i capi d'accusa

"Sono contento soprattutto del fatto che sia stata posta la parola fine ad una vicenda giudiziaria che purtroppo ha accostato il nostro Ateneo ad alcune pagine di cronaca giudiziaria"

Insubria, guerra tra Rettore e vice: arriva l'archiviazione di tutti i capi d'accusa
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È stato archiviato per "insussistenza di tutti i reati ipotizzati", il processo penale nato dalla denuncia del vice Rettore dell'Università dell'Insubria Stefano Serra Capizzano nei confronti del Rettore Angelo Tagliabue, quest'ultimo accusato di diffamazione.

Insubria, guerra tra Rettore e vice: arriva l'archiviazione di tutti i capi d'accusa

Lo scontro sarebbe iniziato lo scorso anno quando fu proposta una modifica dello statuto universitario: una richiesta che non ebbe seguito, ma che, date le intenzioni, avrebbe scatenato la guerra tra Pro Rettore e Rettore. La motivazione risiede nel fatto che con quella modifica il vice avrebbe visto la sua posizione cambiare radicalmente perché il Rettore avrebbe avuto più potere in materia di nomina e revoca del ruolo.

Oltre a questo, però, ci sarebbe stata anche la revoca delle deleghe di Serra Capizzano e una sospensione di 10 giorni da parte della commissione disciplinare per alcuni fatti accaduti.

L'archiviazione del processo

Su conforme richiesta del PM, il GIP di Varese, Anna Giorgetti, rigettando l’opposizione del Serra Capizzano, ha disposto l’archiviazione per tutti i capi d'accusa. In sintesi i fatti denunciati da Serra Capizzano sono risultati non connotati di penale rilevanza o non provati.

"Sono contento soprattutto del fatto che sia stata posta la parola fine ad una vicenda giudiziaria che purtroppo ha accostato il nostro Ateneo ad alcune pagine di cronaca giudiziaria - ha dichiarato il rettore Angelo Tagliabue, assistito nel procedimento dall’avv. Stefano Toniolo - anche se non ho mai avuto alcun dubbio che la giustizia, della quale ho sempre avuto piena fiducia, facesse il suo corso e chiarisse l’infondatezza della denuncia. Ora, come sempre fatto, andiamo avanti a lavorare in Università per il bene degli studenti e del nostro territorio".

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