Cronaca
Villa Guardia

"La casa di Ale": il futuro inclusivo è adesso

In occasione della posa della prima pietra il progetto è stato presentato a Palazzo Pirelli.

"La casa di Ale": il futuro inclusivo è adesso
Cronaca Olgiate, 19 Ottobre 2021 ore 18:05

"La casa di Ale" è il sogno della famiglia Meroni, residente a Villa Guardia, che diventa realtà: il progetto dell'abitazione inclusiva presentato oggi in Regione Lombardia.

"La casa di Ale", posata la prima pietra

Cuore e tecnologia per sostenere la disabilità senza barriere, autonoma a livello energetico, piena di luce e con spazi verdi per il fondamentale contatto con la natura. Una casa tecnologicamente avanzata e con una palestra, per separare la vita quotidiana dalla riabilitazione.
“La Casa di Ale”, che sarà realizzata a Villa Guardia, nasce dal progetto ideato dal papà di Alessandro, bimbo colpito dal primo caso in Italia di mielite acuta flaccida. Un progetto che racconta un percorso sociale e mostra soluzioni e tecnologie che possano diventare un riferimento per tutti. “Crediamo che questo progetto debba essere il più possibile condiviso e conosciuto, perché deve diventare un progetto pilota su scala nazionale, un esempio per dimostrare che la vita dei disabili può e deve migliorare e che possiamo costruire insieme un futuro di speranza - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi - Nelle prossime settimane presenterò come primo firmatario una proposta di legge regionale che, prendendo spunto proprio da questo progetto, guarda al tema dell’inclusione e dell’autonomia di chi oggi ha problemi di autosufficienza, prevedendo anche sostegni economici concreti per iniziative che in tale direzione vedono lavorare e collaborare insieme un network di soggetti pubblici e privati qualificati”.

Posata la prima pietra

Oggi, in occasione della posa della prima pietra, a Palazzo Pirelli si è tenuta la presentazione del progetto, alla quale è intervenuto anche Marco Meroni, ideatore del progetto e papà di Alessandro che nel 2016 (a soli 4 anni), primo caso ufficiale in Italia, è stato colpito da una malattia che in gergo tecnico si definisce come AFM (mielite acuta flaccida). Sono intervenuti questa mattina anche il sindaco di Villa Guardia Valerio Perroni e l’architetto Alessandro Pagani. Era presente il Consigliere regionale Angelo Orsenigo. Così papà Marco racconta come è nata l’idea della "Casa di Ale": “A luglio 2016, al ritorno da una breve vacanza in montagna, Ale inizia a stare male. In soli due giorni non può più muoversi e respirare autonomamente. Inizia così il nostro calvario. Eppure da subito ho capito che, pragmaticamente, dovevo fare tutto il possibile per rendere la vita di mio figlio la più semplice e migliore possibile. Da qui nasce, qualche anno fa, questa idea, un po’ pazza, un po’ visionaria, ma che si sta trasformando in qualche cosa di reale. "La Casa di Ale" vuole essere un modo per permettere ad Ale di crescere serenamente, di trovare il suo equilibrio e la forza per andare sempre avanti, in un ambiente che ne possa enfatizzare le peculiarità e le competenze”.

L'attenzione della Regione e dell'Amministrazione comunale

Il significativo appoggio di Regione Lombardia segna una tappa fondamentale del percorso verso la realizzazione del progetto.  La location scelta per la realizzazione dell'abitazione tecnologica inclusiva a è Villa Guardia, grazie alla grande attenzione che l’Amministrazione locale ha nei confronti dei soggetti fragili. Quando la casa sarà pronta, Marco, sua moglie Angela, la sorellina Gaia e Alessandro si trasferiranno per iniziare la nuova e stimolante esperienza.  “Alessandro - continua papà Marco - è tetraplegico e ventilato artificialmente. Ciò significa che oltre a una limitata mobilità, per respirare deve rimanere sempre collegato a un macchinario elettrico. Attualmente l’autonomia di Alessandro è molto limitata in quanto non abbiamo né la struttura né le strumentazioni per offrigli quel minimo di libertà in più. Con le tecnologie attuali lui potrebbe invece ambire a una maggiore libertà senza dover necessariamente appoggiarsi al supporto di qualcun altro. Inoltre, oggi in casa non può utilizzare la sua carrozzina elettrica che supera il quintale e mezzo per ovvie questioni di spazio e di peso. Diverso è un domani con spazi studiati apposta per le sue esigenze. Penso a porte da 90 centimetri, open space, pavimentazioni a prova di carrozzina, sollevatori per gli spostamenti e domotica".

Necrologie