Politica

La morte di don Roberto scuote Como. Landriscina: “Orfani di una presenza sostanziale”

Le parole del primo cittadino dopo il lutto.

La morte di don Roberto scuote Como. Landriscina: “Orfani di una presenza sostanziale”
Como città, 15 Settembre 2020 ore 18:09

L’uccisione di don Roberto Malgesini ha sconvolto l’intera città di Como, in primis il sindaco Mario Landriscina che questa mattina è accorso sul luogo della tragedia.

Le parole del sindaco

A qualche ora di distanza, il suo commento su quanto accaduto.

“Un’altra tragedia colpisce la nostra città. Dopo i tanti lutti che la recente pandemia ha dolorosamente causato anche alla nostra Comunità e mentre ancora si consumano vicissitudini e preoccupazioni sulle gravi ripercussioni sociali che si prospettano, si presenta inattesa, imprevedibile e drammatica una tragedia che va al di là della dimensione propria.

Quanto è accaduto ci priva in maniera così brutale di un Sacerdote, di una Persona, di un nostro concittadino, che ha dedicato la sua stessa esistenza, senza risparmio, a quella degli altri. 

Col lavoro e la fatica, ma sempre con il sorriso, nella continua ricerca di soluzioni comunque sempre perseguite declinando concretamente il Vangelo.

La nostra città è già stata drammatico teatro di un precedente terribile episodio a seguito della morte, per mano anche allora violenta, di Don Renzo Beretta che ha perso la vita mentre operava a sostegno degli ultimi, degli umili e dei deboli.

E ancora una volta la nostra gente è chiamata a farsi carico della sofferenza e del dolore.

Dolore tanto più atroce quanto più rapportato all’amore che muoveva Don Roberto.

Siamo quindi orfani, oggi come allora, di una presenza discreta, ma sostanziale, che tanto bene ha fatto a davvero tante persone.

Questa morte ci trova ancora una volta lacerati, attoniti e perduti mentre cerchiamo invano spiegazioni e responsabilità.

Si impone, ancora una volta e ancora per questa tragedia, la necessità di rinnovare i nostri sforzi grazie a riflessioni paradossalmente serene, cercando di intravedere nel buio di questo sacrificio, quali siano le ragioni per continuare la strada tracciata da Don Roberto, ognuno a modo suo, senza uscire dai binari del comportamento che quest’Uomo e questo Sacerdote ha sempre adottato nella sua esperienza pastorale.

Abbiamo quindi l’opportunità di ritrovarci come comunità solidale avendo l’occasione di partecipare sinceramente al grande dolore dei Familiari, della intera Diocesi e facendo proprio il dolore anche di quanti lo hanno sostenuto ed aiutato e di coloro che hanno da lui ricevuto conforto concreto, spirituale e soprattutto amore”. 

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