Cronaca
"non abbiate paura"

La Pasqua ai tempi del Coronavirus a Cantù L'EDITORIALE DI DON FIDELMO XODO

Don Fidelmo Xodo, parroco e referente della parrocchia di San Michele.

La Pasqua ai tempi del Coronavirus a Cantù L'EDITORIALE DI DON FIDELMO XODO
Cronaca Canturino, 12 Aprile 2020 ore 07:30

In occasione della Pasqua, don Fidelmo Xodo, parroco e referente della parrocchia di San Michele a Cantù, ha scritto un editoriale per il Giornale di Cantù. Lo pubblichiamo integralmente anche per i lettori di Primacomo.it.

Non abbiate paura: c’è un Uomo che vince la morte

"Il vangelo di Matteo ci dice che dopo la morte e la sepoltura di Gesù i capi del popolo andarono da Pilato a dirgli di sorvegliare il sepolcro (Mt 27, 62-66). Lo stesso vangelo (Mt 28,2-4) riferisce che all’alba del terzo giorno le guardie, che avevano messo a custodia del luogo, non poterono impedire all’angelo di rompere i sigilli e di rotolar via la grossa pietra, svelando così il sepolcro vuoto.
È un pensiero che spesso mi è venuto in questa Settimana Santa: nel tempo in cui siamo sigillati in casa, la Pasqua viene comunque, il Risorto non è trattenuto da nulla. È con noi anche in questa Festa religiosa così diversa dalle altre che abbiamo vissuto finora. L’angelo della risurrezione ci dice: «Non abbiate paura!». Come abbiamo bisogno di questa parola, soprattutto oggi: «Non abbiate paura!». C’è un uomo che è il Figlio di Dio che vince la morte e mette su di noi un sigillo di vita. In questo giorno così santo per noi cristiani è necessario che questo annuncio buono risuoni per tutti, non come il suono sinistro della sirena delle ambulanze che ci turba l’anima, ma come una sorpresa positiva. Certo la fede viene messa a nudo nel tempo della prova. Molte certezze cadono, le sicurezze sulle quali puntavamo tanto nella nostra quotidianità vacillano, rimangono solo le cose essenziali: la famiglia e gli affetti, la solidarietà, il sostegno alla persone più fragili, l’importanza dei nonni, la fede in Dio.
La notizia del sepolcro vuoto colse gli apostoli mentre erano chiusi per paura nel cenacolo. Temevano per la propria vita. Ma il Signore entra a porte chiuse e dice: «Pace a voi, non temete».
Al tramonto dello stesso giorno, nel momento più oscuro per quelli che avevano creduto in lui, quando la speranza che Gesù aveva suscitato sembrava ormai spenta, Egli si fa compagno dei due discepoli che ritornano a Emmaus e insegna loro che la vita vale quando è donata e non trattenuta (Lc 24,26). E di quali esempi di donazione di sé siamo testimoni in questi giorni! Di persone che, al di là del loro credo o della pratica religiosa, nei fatti e non nelle parole seguono l’esempio di Cristo!
La Pasqua ritorna per incoraggiarci, per sostenerci, per confermarci che il crocifisso è risorto anche se sul suo corpo sono ancora visibili le piaghe, per dirci che la morte non è l’ultima parola pronunciata sull’uomo.
Auguri alla nostra città, alla nostra nazione e al mondo intero perché si superi al più presto la pandemia e ne possiamo uscire cambiati in meglio.
Buona Pasqua a tutti".

 

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