La lettera

Lo sfogo della titolare di un’agenzia: “Siamo un comparto senza tutele”

"Noi come gli altri partecipiamo con le nostre tasse a mantenere un Paese".

Lo sfogo della titolare di un’agenzia: “Siamo un comparto senza tutele”
Canturino, 20 Novembre 2020 ore 14:17

Una categoria che si sente dimenticata. Stiamo parlando di quella delle agenzie viaggi dove spesso lavorano persone in qualità di commerciali a partita Iva. Anche alla nostra redazione è arrivata una lettera di sfogo, nella quale viene denunciata una situazione, per molti diventata insostenibile.

Lo sfogo della titolare di un’agenzia: “Siamo un comparto senza tutele”

“Nessuno ha preso a cuore la situazione gravosa di queste importanti casistiche, escluse completamente dagli aiuti come se non fossimo persone, come se non avessimo ognuno il proprio fardello da portare, una famiglia, dei figli e non ultimo dei sogni che si sono infranti sotto un silenzio e indifferenza assordante. Parlo di un comparto sconosciuto, non tutelato, non ascoltato perché più comodo il silenzio e l’omertà, gli associati in partecipazione, gli affiliati ai vari network, le nuove aperture, non ultimi e meno importanti i commerciali dei tour operator a partita Iva. Noi come gli altri partecipiamo con le nostre tasse a mantenere un Paese, noi come tutti gli altri partecipiamo anche a creare nuovi posti di lavoro, noi come tutti gli altri siamo stati travolti da questa pandemia, ma noi diversamente dagli altri non avremo aiuti, non potremmo più garantire il lavoro ad altre persone e a noi stessi.

Ho scritto a diverse testate giornalistiche, a personaggi politici e televisivi, al Mibact a chiunque potesse darci voce, nessuno ha mai risposto da qui nasce la voce del silenzio! Quando un giorno forse saremo considerati sarà sempre troppo tardi perché nel frattempo molti avranno abbassato le serrande, molti dovranno rimboccarsi le maniche e reinventarsi nuovamente nonostante abbiamo maturato anni di esperienza in questo settore, molti dovranno combattere contro un mondo ottuso e sbagliato, molti dovranno trattenere le lacrime davanti ai loro figli per dar loro un minimo di serenità, molti avranno preso decisioni azzardate.

Mi chiedo spesso dove porterà tutta questa cattiveria? Da nessuna parte, perché questa pandemia ci ha insegnato come un giorno normale possa porre fine ai sacrifici di una vita, ai sogni, alle speranze, nel silenzio più totale, perché in quel momento il proprio giardino continua a maturare frutti e poco importa se quello accanto inizia a inaridirsi. Possa io avere sempre la forza di poter insegnare ai miei figli di non voltarsi mai dall’altra parte, ma sostenere e affrontare anche le battaglie altrui”.

 

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