Mensa Mariano, anche Marianoduepuntuzero dice la sua

"L’”atto di profonda ingiustizia” sarebbe quello di precludere agli alunni tale diritto".

Mensa Mariano, anche Marianoduepuntuzero dice la sua
Marianese, 20 Giugno 2018 ore 08:56

Proibire alle famiglie morose di iscrivere i propri figli in mensa. A Mariano Comense la polemica continua a rimanere alta. Dicci la tua partecipando al nostro sondaggio.

“Vista la grande risonanza mediatica, ribadisco in sintesi le motivazioni che lunedì hanno spinto il Consigliere Pietro Acrami e me a votare contro il provvedimento preso dall’Amministrazione comunale, in merito all’iscrizione alla mensa scolastica degli studenti con debiti pregressi”.

Lo scrive il capogruppo Davide Marelli della lista civica di maggioranza Marianoduepuntozero.

Mensa Mariano, anche Marianoduepuntuzero dice la sua

“Volevamo forse “perdonare” i debitori, chiedendo di “chiudere un occhio”? Assolutamente NO. A differenza da quanto scritto dal sindaco Marchisio, è nostra priorità far rispettare le regole ed i pagamenti dovuti, da parte di tutti gli utenti, garantendo fra loro la massima equità e nel rispetto di chi contribuisce puntualmente.

Pur concordando nell’elogiare il lavoro finora svolto dagli uffici comunali in merito al tema, non condividiamo il provvedimento finale di proibire l’iscrizione dei bambini “debitori” al servizio mensa. L’inadempienza è infatti unicamente responsabilità dei genitori, ed è contro di essi che chiediamo di procedere con maggior determinazione, e non contro i bambini. È infatti stabilito per legge il diritto ed il dovere degli alunni di partecipare alla mensa in quanto essa è, oltre ad un servizio necessario, un momento formativo fondamentale. L’”atto di profonda ingiustizia” sarebbe quello di precludere loro tale diritto”.

“Proibire l’iscrizione alla mensa ai debitori? Questa l’ingiustizia”

“Come fare dunque a garantire che i debitori paghino? Ieri sera, al fine di stabilire equità tra tutti gli utenti, abbiamo chiesto che vengano applicati degli strumenti di riscossione più duri e severi, colpendo i debitori “furbetti”, compresi i genitori degli alunni non più frequentanti. Il Comune ha, infatti, a disposizione tali strumenti (che includono la riscossione coattiva) ma ancora non sono stati utilizzati.

“Sì, alla riscossione coattiva”

“Il Consiglio ha deliberato un indirizzo politico ben preciso ed il suo mancato rispetto aprirebbe un conflitto istituzionale. L’articolo del regolamento a cui il sindaco fa riferimento non è stato applicato per gli scorsi quattro anni, ed inoltre descrive un ampio margine di discrezionalità; pretendere, pertanto, che tale cavillo invalidi il pronunciamento del Consiglio comunale sarebbe impossibile”.

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