Natale nell’inferno di Samos: “Bimbi lasciati in condizioni criminali”

Il centro di ricezione conta attualmente 8.000 persone, delle quali oltre 2.000 sono minori e 400 sono minori non accompagnati.

Natale nell’inferno di Samos: “Bimbi lasciati in condizioni criminali”
Olgiate, 18 Gennaio 2020 ore 14:42

Natale all’inferno. Samos è un’isola greca che potresti definire paradisiaca e, invece, ha preso forma e odore di girone dantesco: l’hotspot in cui sono concentrati 8.000 profughi, coacervo di ingiustizie e sofferenze. Chi vorrebbe immergersi lì, proprio a Natale? Annalisa Depredati, 23 anni, studentessa faloppiese, già attiva con un tirocinio nella scuola primaria olgiatese di via San Gerardo, non ha esitato: ha scelto di tornare là dove, la scorsa estate, ha vissuto due mesi rimboccandosi le maniche con la Onlus internazionale “Still I Rise”.

Natale nell’inferno di Samos: “Bimbi lasciati in condizioni criminali”

Al lavoro per “Mazì”, scuola per minori fuggiti dai Paesi d’origine cercando un futuro sicuro ma bloccati a Samos tra insidie e privazioni. Annalisa ha scelto da che parte stare. “Tornare a Samos è stato molto più difficile – racconta – Sono trascorsi pochi mesi che, però, sono sembrati anni. Tutto é cambiato in questo breve periodo di tempo. Il centro di ricezione conta attualmente 8.000 persone, delle quali oltre 2.000 sono minori e 400 sono minori non accompagnati. Nonostante i bambini e i ragazzi vivano in condizioni criminali, ogni mattina arrivano a scuola affamati di vita e di educazione, consapevoli di poter trascorrere del tempo in un luogo sicuro con persone che si prendono cura di loro e che li amano in maniera incondizionata”.

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