Da Cantù

Natale senza parenti l’ex consigliere comunale: “Pronto a rivolgermi alla corte dei diritti umani”

Non si fermano le polemiche sul nuovo Dpcm.

Natale senza parenti l’ex consigliere comunale: “Pronto a rivolgermi alla corte dei diritti umani”
Cronaca Canturino, 04 Dicembre 2020 ore 15:18

Le polemiche intorno al nuovo Dpcm di Natale, firmato dal premier Giuseppe Conte, non si fermano (QUI I DETTAGLI). Tra i critici c’è anche l’ex consigliere comunale di Cantù Renato Meroni.

Natale senza parenti l’ex consigliere comunale: “Pronto a rivolgermi alla corte dei diritti umani”

Pubblichiamo in versione integrale la lettera che Meroni ha voluto affidare alla nostra redazione.

Sono veramente e letteralmente schifato dall’ultimo DPCM che mi vedrebbe costretto ad abbandonare mia mamma e mia figlia alla solitudine nel giorno del Santo Natale e di Santo Stefano. Mi chiedo con quale bieca cattiveria sia stato concepito e poi approvato in disprezzo delle persone più fragili e sole, impedendomi come figlio di esserle accanto e di sostenerla, lei che all’età di 81 anni, vedova, e non in perfetta salute si troverebbe rinchiusa in casa, una sorta di domiciliari, con la sola colpa di essere Cittadina Italiana ostaggio di una politica e di politicanti senza cuore ne ragione. Si parla tanto della famiglia, di sostenere i nostri anziani in ogni modo, e oggi tutto questo è calpestato e violato con una tremenda ferocia e cattiveria in disprezzo dei diritti degli anziani, degli ammalati, dei più deboli.
Io non lascerò mia mamma sola il giorno di Natale né quello di Santo Stefano, e sono pronto ad impugnare questo DPCM anche davanti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo qualora venissi preso in ostaggio da questa politica e per questo sanzionato. Quando mancano gli affetti familiari la situazione diventa straziante soprattutto per quelle persone più fragili, quali gli anziani, che perdono i loro punti di riferimento dei propri cari, o così dovrebbero essere. Riuscite a vedere quegli occhi pieni di lacrime e quel singhiozzo che soffoca un pianto non fosse altro che per pudore e salvare in qualche modo un orgoglio, o meglio un cuore ferito e sofferente, come è quel grido di aiuto a non essere lasciati soli, che potrebbero far sentire la morte meno cattiva di quanto sia la realtà! Investire contro la solitudine con la propria disponibilità e amore per un gesto di umanità e di rispetto verso i propri cari, senza nessuna reticenza, o peggio becera scusa.
L’Unione Europea riconosce e rispetta i diritti delle persone anziane che hanno bisogno di cure, di condurre una vita dignitosa ed indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale (Carta dei diritti fondamentali dell’UE, art. 25). Disattendere o limitare questi diritti deve essere considerato inaccettabile. Gli Stati Membri debbono sviluppare politiche che promuovano questi diritti in casa che negli istituti di cura, nonché dare supporto a coloro che li affermano e sostengono, i familiari appunto!!!. La Carta ha lo scopo di facilitare l’accesso alle persone anziane ai loro diritti fondamentali. In questo senso la Carta ha lo scopo di cominciare ad essere un documento di riferimento affermando principi fondamentali e diritti che debbono essere promossi per accrescere il benessere delle persone che hanno bisogno di aiuto a causa dell’età, la malattia, la disabilità.
Sono pronto anche ad andare per protesta a Roma per incontrare quel Giuseppe che di natalizio non ha proprio un bel nulla se non una certa omonimia!
Mi rifaccio anche all’intervento del Presidente Mattarella, dove afferma che il grado di civiltà di un Popolo è la capacità a badare alle persone più deboli, soprattutto se sono i propri cari, che invita tutti a non dimenticare i nostri anziani, mi permetta una chiosa Signor Presidente, lo dica o meglio lo raccomandi anche al governo, a quel giuseppe.
L’ignoranza è la peggiore malattia, della politica italiana! Un male endemico che porta a concepire questo ultimo DPCM!!!
Se li senti parlare sembrano dei padri eterni in terra santa.
Parlano di cose che non conosco, insegnano nozioni che non sanno, spiegano concetti che non hanno mai capito. Tuttavia, queste norme di protezione collettiva comportano un certo senso di isolamento, un’epidemia più pericolosa dello stesso COVID19.
Appunto!! La parola d’ordine del 2020 è “distanziamento sociale”; siamo stati costretti ad accantonare il contatto umano, al fine di preservare la salute della comunità. Restando sull’argomento dagli effetti sulle persone, posso affermare che la solitudine è un’epidemia che si è diffusa maggiormente a causa della pandemia da Covid-19. Pensate a quei anziani che sono costretti a rimanere fra le mura domestiche non avendo più nemmeno il contatto fra di loro, alle loro complicità nel farsi forza davanti alle avversità della vita, al male sempre più diffuso dell’abbandono da parte di taluni familiari alle sofferenze che crea loro questa situazione. Ma per davvero siamo destinati a dimenticare quale sia il contatto reale con le persone a noi più care fosse anche per colpa di un decreto? Alle Forze dell’Ordine, alle quali va tutta la mia stima, non chiedo di disobbedire alla loro missione, ma sono certo che anche loro sono figli e divideranno con me questo disagio che nessuno vuole, permettetemi una chiosa, disagio che vuole solo chi non sa vedere oltre il proprio naso”.

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