la lunga indagine

Niente multe in cambio di pranzi: accusati di corruzione ausiliario della sosta e ristoratore VIDEO

Un illecito accordo tra alcuni dipendenti del Vecchio Borgo in piazza Matteotti e il pubblico ufficiale di Csu che andava avanti da anni.

Como città, 02 Ottobre 2020 ore 12:13

Niente multe in cambio di pranzi: accusati di corruzione ausiliario della sosta e ristoratore.

Niente multe in cambio di pranzi

Nei confronti di Fausto Facibene, 65enne comasco, ausiliario della sosta per Csu (Como Servizi Urbani) oggi in pensione, e Sameh Etman, 40enne di origini tunisine ma cittadino italiano caposala del ristorante “Il Vecchio Borgo” di piazza Matteotti. Da almeno due anni infatti portavano avanti un fruttuoso accordo che prevedeva il mancato sanzionamento per i dipendenti della struttura che parcheggiavano senza pagare nelle strisce blu della piazza in cambio di pranzi gratis per il pubblico ufficiale. Un accordo che prevedeva anche nessuna multa per i clienti del bed&breakfast collegato al ristorante, segnalate all’ausiliario corrotto con il biglietto da visita della struttura.

Una attività investigativa portata avanti dagli agenti della Polizia Locale di Como, guidati dal Commissario Capo Aurelio Giannini, partita dopo le segnalazioni dei responsabili di Csu che avevano ricevuto inquietanti segnalazioni da cittadini indispettiti per la situazione. Parcheggi che venivano occupati da sedie per permettere ai dipendenti di trovare sempre parcheggio oppure gli stessi operatori che lasciavano le auto in doppia fila in attesa che uno stallo si liberasse. E poi le multe, a tutti tranne che a loro, oppure i pagamenti con pochi spiccioli “su richiesta” all’arrivo dell’ausiliario.

Il direttore generale di Csu Angelo Pozzoni, l’assessore alla Sicurezza Elena Negretti, il comandante della Polizia Locale Donatello Ghezzo e il Commissario Capo Aurelio Giannini

Inconsapevoli clienti del bed&breakfast segnalavano le loro auto con il biglietto da visita del ristorante

Un’indagine che ha potuto fondarsi su solide basi grazie soprattutto alle testimonianze dei clienti del bed&breakfast. Sulle loro auto infatti c’era sempre sul cruscotto il biglietto da visita del Ristorante. Perché? Veniva consegnato loro da esporre con varie scuse, rassicurandoli di parcheggiare senza pagare nelle strisce blu. “Il parcheggio è privato poiché dato in concessione dal Comune” sostenevano di fronte ai clienti i dipendenti della struttura. Oppure “Gli stalli blu sono gratuiti poiché il parcheggio privato dell’albergo è in ristrutturazione” o ancora “Non c’è bisogno di pagare il parcheggio perché i vigili non sanzionano”. Informazioni non vere ma che attiravano scorrettamente la clientela con la comodità di un parcheggio gratuito fronte lago, segnalando sul proprio sito “parcheggio privato gratis/parcheggio gratuito”, a discapito delle altre strutture ricettive.

Non sono mancate perfino le finte multe proprio a Etman per cercare di dare una parvenza di legalità a fronte di ciò che invece accadeva in piazza Matteotti. Una danno economico non indifferente per le casse di Csu: il costo della sosta in quell’area, dalle 8 alle 20, è di 23 euro. Le telecamere della Polizia Locale, solo tra aprile e maggio 2019, hanno stimato un mancato introito mensile di 1100 euro solo per il non pagamento da parte dei dipendenti.

“Questi non pagano”

Il sospetto degli inquirenti, ancorché non vi siano altri indagati fra gli ausiliari, è che vi possa essere il coinvolgimento di un numero più ampio di soggetti che nella zona di piazza Matteotti ha chiuso più di un occhio perché dalle banche dati l’area appaiono controlli più blandi e un numero di sanzioni inferiori rispetto al resto della città.

Quale era il compenso per queste “cortesie”? Da quanto hanno potuto vedere gli agenti sotto copertura, l’ausiliario della sosta era solito pranzare al Vecchio Borgo, senza però mai passare dalla cassa a pagare. Abitudine confermata da una testimone chiave dell’indagine, una ex dipendente. “Questi non pagano” è la frase che la dipendente attribuisce al capo sala, aggiungendo di aver interpretato il messaggio come “loro danno una mano a noi, noi diamo una mano a loro”.

C’erano però ausiliari che facevano il loro dovere e sanzionavano indistintamente tutte le auto in piazza Matteotti. Così il capo sala cercava di farsi aiutare da Facibene per eliminare il verbale.

“Amore multa” scrive in un messaggio Whatsapp un dipendente del ristorante all’ausiliario. “Amore te l’ha data uno stronzo” è stata la risposta di FAcibene che lascia intendere come l’autore della sanzione non sia corruttibile e che non si possa cestinare il preavviso.

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