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No al cantiere in via Galilei a Erba, Circolo Ambiente: "E' l'ultimo appezzamento verde di Incasate"

Le associazioni: "È davvero un peccato vederlo sacrificato per farci nuove palazzine. Questo quando a Erba ci sono numerose aree abbandonate che si potrebbero recuperare".

No al cantiere in via Galilei a Erba, Circolo Ambiente: "E' l'ultimo appezzamento verde di Incasate"
Cronaca 15 Maggio 2021 ore 12:11

Prosegue la protesta del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e dell'associazione "Testa di rapa" contro un cantiere avviato da alcune settimane in via Galilei a Erba. Sul posto è stato realizzato un breve “flash mob” (nel rispetto delle norme anti-Covid) con lo striscione "Stop al consumo di suolo" e le bandiere delle due associazioni. Una breve presenza per dire no al nuovo intervento edilizio, che interessa una superficie totale di quasi due campi di calcio, su una parte della quale verranno realizzate le nuove palazzine.

No al cantiere in via Galilei a Erba, la protesta

Presenti Moreno Casotto e Loris Galliani membri del Circolo Ambiente, che dichiarano: "Il terreno compreso tra via Galilei e via 1° maggio è forse l'ultimo appezzamento verde rimasto nella frazione di Incasate. È davvero un peccato vederlo sacrificato per farci nuove palazzine. Questo quando a Erba ci sono numerose aree abbandonate che si potrebbero recuperare, senza consumare suolo vergine. Si potrebbe puntare così ad una intera riqualificazione urbanistica del centro città, che potrebbe trasformarsi con nuovi spazi pubblici, aree pedonali, piste ciclabili; invece dobbiamo ancora assistere alla cementificazione di altre superfici verdi".

Presenti anche Silvia Bellù, Giulia Ceciliani e Marco Galli dell'associazione "Testa di rapa", che affermano: "Già oggi Erba ha una percentuale di terreno consumato superiore alla media, soprattutto se restringiamo lo sguardo alla Piana d'Erba (escludendo pertanto la montagna), poiché negli ultimi decenni si è costruito molto, troppo. Consumo di suolo non significa solo non vedere più campi verdi e fioriti in primavera, vuol dire perdita di biodiversità ed ecosistemi preziosi. Anche se si tentasse di ripristinarli, solo dopo moltissimo tempo sarebbero in grado di tornare allo stato iniziale. È del tutto anacronistico pensare di consumare nuovo suolo quando si potrebbero recuperare le numerose aree dismesse del centro. Riteniamo inoltre che proteggere i pochi suoli liberi rimanenti nella Piana d'Erba sia un dovere di tutti, dell'Amministrazione comunale e dei cittadini."

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